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Dall'Inter di Herrera al miracolo rossoblù, Costanzo Balleri, il leader venuto dal mare

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Redazione TMW
ieri alle 23:58Accadde Oggi...
autore Redazione TMW
02.11.2026 23:58Accadde Oggi...
Costanzo Balleri è nato a Livorno, il 20 agosto 1933. La città labronica è stata il suo luogo di nascita e anche quello in cui è tornato alla fine della sua vita, spegnendosi lì il 2 novembre 2017.
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Marcello Sani Ph

Ci sono uomini capaci di tracciare confini invisibili tra il prima e il dopo. Nel romanzo calcistico di Montevarchi, quel confine ha le sembianze fiere e lo sguardo dritto di Costanzo Balleri, per tutti, semplicemente, "Il Lupo".
A quasi dieci anni dalla sua scomparsa, avvenuta il 2 novembre 2017 nella sua Livorno all'età di 84 anni, il suo ricordo non ha perso un grammo di quella forza primordiale che l'eroe rossoblù sprigionava in campo e in panchina.

Nato a Livorno il 20 agosto 1933, Balleri incarnava l'essenza più pura del difensore vecchio stampo: spigoloso, carismatico, invalicabile, una carriera da gigante, la sua, passata a misurarsi in importanti piazze d'Italia.
Dalla Spal di Paolo Mazza al Torino, fino al grande salto nella Milano nerazzurra, nell'Inter dei primi anni Sessanta gioca 45 partite, ma il destino decide di metterlo di fronte a un altro titano, Helenio Herrera.
Il carattere verace e indomito del livornese si scontra con il rigido dogmatismo del "Mago", Balleri non scende a patti, saluta la Pinetina e prosegue il suo viaggio tra Modena e Livorno.
Ma è nel 1967 che la storia devia dal suo corso naturale per scrivere una pagina di puro romanticismo, a 34 anni, il "Lupo" accetta la sfida dell'Aquila Montevarchi, scendendo in Serie D.
Non è un semplice trasferimento, è una rivoluzione culturale, Balleri arriva in Valdarno nella doppia veste di allenatore-giocatore e porta con sé una ventata di professionismo mai vista prima da quelle parti.
Cura i dettagli, pretende disciplina, trasmette una mentalità vincente che trasforma il club, sul campo saluta il calcio giocato nel 1970, dopo aver riportato la squadra in Serie C, ma è sulla panchina che il suo mito diventa eterno.
Da tecnico della formazione rossoblù, Balleri firma tre autentici capolavori, è lui a guidare la promozione in C del 1972, ed è ancora lui, alla fine degli anni Settanta, a compiere l'impresa delle imprese, la storica scalata consecutiva dalla Serie C2 alla C1 tra il 1978 e il 1979.
Nonostante le successive esperienze su altre panchine importanti come Perugia, Siena e Prato, Montevarchi rimarrà per sempre la sua seconda città, legata a lui da un cordone ombelicale impossibile da recidere.

Oggi Costanzo Balleri è presente nella Hall of Fame dell'Aquila 1902, ma il suo vero monumento rimane la memoria collettiva di un intero popolo sportivo, quello montevarchino, che quando guarda verso la panchina del "Brilli Peri", sente ancora risuonare l'eco di quel Lupo che, un giorno di sessant'anni fa, insegnò a un'intera città come si diventa grandi.

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