Addio a Giorgi Nemsadze, l'architetto della Georgia che fece sognare Dundee
Redazione TMW
Il mondo del calcio piange la prematura scomparsa di Giorgi Nemsadze, ex iconico capitano della nazionale georgiana e indimenticato metronomo di centrocampo, spintosi all'età di 54 anni a causa di un improvviso malore.
La notizia del decesso, che ha scosso profondamente gli appassionati di tutta Europa, è stata ufficializzata dalla Dinamo Tbilisi, il club che lo ha calcisticamente svezzato e accompagnato fino all'ultimo capitolo della sua parabola agonistica.
Nato a Tbilisi il 10 maggio 1972, Nemsadze ha saputo incarnare la figura del regista d'altri tempi, abbinando una visione di gioco geometrica a una leadership silenziosa ma magnetica, doti che lo hanno reso un autentico eroe di culto nelle diverse piazze che ne hanno scandito la carriera.
La fugace parentesi italiana alla Reggiana
Nel mercato di riparazione del febbraio 1999, la Reggiana scommise sul suo profilo per tentare di raddrizzare una complessa stagione in Serie B, sotto la guida tecnica di Angelo Gregucci prima e Fabiano Speggiorin poi, Nemsadze collezionò 10 presenze nel campionato cadetto italiano. Nonostante sprazzi di indiscutibile intelligenza tattica e geometrie raffinate, il suo innesto non bastò a evitare la retrocessione in Serie C1 del club granata, segnando la fine di un'esperienza breve ma intensa nel calcio italiano.
Gli anni d'oro al Dundee e l'impresa del 2003
La vera e propria consacrazione internazionale e l'ingresso nel mito popolare avvennero però in Scozia.
Nell'estate del 2000, Ivano Bonetti lo volle fortemente al Dundee FC, all'interno di un progetto tecnico visionario e cosmopolita, ad Dens Park, Nemsadze divenne rapidamente l'architetto della squadra e, successivamente, il primo capitano straniero a sollevare la fascia del club.
Insieme a fuoriclasse del calibro di Claudio Caniggia, Nemsadze fu l'anima pulsante della memorabile cavalcata del 2003, culminata con la conquista della finale di Scottish Cup contro i Rangers, un traguardo storico che la sponda dei Dark Blues non raggiungeva da ben 39 anni. Le sue prestazioni monumentali in terra scozzese gli sono valse, di diritto, l'induzione nella prestigiosa Hall of Fame del Dundee.
Bandiera e guida della Georgia
Parallelamente ai successi con i club, Nemsadze ha rappresentato per oltre un decennio il pilastro fondativo del calcio georgiano post-sovietico. Con la maglia della propria Nazionale ha totalizzato 69 presenze tra il 1992 e il 2004, guidando la selezione con la fascia di capitano al braccio e fungendo da esempio e chioccia per le generazioni successive.
Con la sua scomparsa, lo sport georgiano ed europeo perde non soltanto un atleta d'eccellenza, ma un uomo che ha saputo fare della classe e del carisma i propri tratti distintivi dentro e fuori dal rettangolo verde.






