Ancelotti, il ritorno al Bernabeu nei fischi per il Real Madrid: per lui solo applausi
Un ritorno che non poteva passare inosservato. Carlo Ancelotti è tornato al Santiago Bernabéu, questa volta da spettatore d’eccezione, accompagnato da una delegazione della Federazione brasiliana. Il tecnico reggiano è arrivato a Madrid per trascorrere alcuni giorni nella capitale e seguire da vicino i giocatori che rientrano nel radar della Seleção, ma la tappa al tempio del Real aveva inevitabilmente un sapore speciale.
Dalla tribuna privata, Carletto ha assistito alla partita insieme ai rappresentanti della CBF, vivendo in prima persona una serata tutt’altro che serena. I tifosi blancos, che solo sei mesi fa lo avevano salutato tra applausi e celebrazioni, hanno manifestato apertamente la loro rabbia: contestazioni indirizzate alla dirigenza e alla squadra, in un Bernabéu alla ricerca di risposte e soluzioni.
Ancelotti conosce bene quell’ambiente. Non è un allenatore qualunque per il Real Madrid: è il tecnico più titolato della storia del club, l’uomo delle rimonte leggendarie e delle notti europee indimenticabili. Proprio lo scorso 25 maggio, nella gara contro la Real Sociedad, era stato omaggiato con uno striscione gigantesco: “Gracias, Carletto”, accompagnato da una lunga ovazione.
Nel giorno del suo addio aveva salutato così: “È stato straordinario vivere questa storia con voi. Nessuno può dimenticare i tre gol di Karim al PSG, i due di Rodrygo al City, l’assist di Luka contro il Chelsea, i gol di Joselu. Io non dimenticherò mai ogni giorno passato qui. Hala Madrid”.











