Angers, Mouton racconta la sua diversità: "Mi sentivo inadeguato, oggi mi integro con tutti"
Arrivato quest’estate dal Saint-Étienne, Louis Mouton si è rapidamente imposto come uno dei protagonisti dell'Angers, autentica sorpresa della stagione di Ligue 1. A 23 anni, il centrocampista francese è diventato un punto di riferimento all’interno di un gruppo compatto, che ha permesso alla squadra di occupare attualmente la decima posizione in classifica.
Ma dietro questa integrazione perfetta si nasconde un percorso fuori dal comune. Diagnosticato come HPI (alto potenziale intellettivo) fin dall’infanzia, Mouton ha spesso vissuto un senso di distacco dai suoi coetanei. Ha saltato diverse classi, affrontando la crescita scolastica e calcistica sempre a contatto con ragazzi più grandi. In un’intervista rilasciata a Ouest-France, il giocatore ha spiegato: "Ho sempre avuto qualcosa di diverso. I miei genitori mi hanno insegnato a gestirmi, a esprimermi, a convivere con la mia diversità. Spesso mi sentivo inadeguato rispetto ai miei coetanei, sia a scuola che in campo".
Oggi quell’esperienza gli ha conferito una maturità rara per la sua età, che si riflette nel rapporto con il gruppo. "Nel quotidiano sono vicino ai più esperti, ma vado d’accordo anche con i più giovani. Ho questo doppio volto: a volte molto serio e concentrato, altre volte leggero e scherzoso. Riesco a integrarmi perfettamente nel gruppo", ha aggiunto Mouton. Questo equilibrio tra esperienza e leggerezza fa di lui un elemento chiave dell'Angers. Sul campo guida il gioco e tiene unito il gruppo, fuori dal campo riesce a stemperare la tensione con ironia e spontaneità. In poco tempo, Louis Mouton è diventato il simbolo di una squadra che punta a sorprendere ancora, dimostrando che talento, intelligenza e personalità possono fare la differenza anche in un club emergente della Ligue 1.











