Giuliano Simeone sempre più decisivo: il figlio del Cholo ha compiuto il salto di qualità
Nelle grandi notti europee non serve sempre la giocata più spettacolare: spesso basta essere i più efficaci. E Giuliano Simeone lo è stato. L’attaccante dell’Atletico Madrid è stato protagonista dell’episodio che potrebbe indirizzare l'intero quarto di finale contro il Barcellona, dimostrando ancora una volta quanto sia cresciuto, ben oltre l’etichetta di "figlio di".
La sua azione è stata tanto semplice quanto decisiva: ha letto in anticipo la situazione, ha attirato nella trappola Pau Cubarsí e ha provocato l’episodio che ha cambiato la partita, il rosso del difensore blaugrana. Un lampo di intelligenza calcistica più che di tecnica pura, ma devastante negli effetti. Da lì è nato il vantaggio - punizione magistrale di Julian Alvarez - che ha spaccato il match, trasformando una sfida tirata in una gara in discesa per i colchoneros.
Non è un caso isolato
Negli ultimi mesi Giuliano ha mostrato una crescita costante: più cattivo agonisticamente, più consapevole nei movimenti e soprattutto più incisivo nei momenti chiave. Se un tempo il cognome pesava, oggi rappresenta quasi solo un’eredità caratteriale: grinta, letture rapide e spirito competitivo. Ieri sera è stato un incubo per il Barça, come già si era intravisto nei precedenti stagionali. Ma stavolta ha fatto di più: ha inciso davvero sulla possibile qualificazione.
Titolare al Mondiale?
Prestazioni di questo livello cambiano anche la prospettiva in ottica nazionale. Giuliano non è più una semplice alternativa: può ambire concretamente a un ruolo da protagonista con l’Argentina di Scaloni, fino a candidarsi per una maglia da titolare al prossimo Mondiale. Perché oggi, al di là del cognome, è diventato un giocatore decisivo.











