Guardiola chiaro: "City non a questi livelli 12 anni fa. Preferisco essere agli ottavi di Champions"
Giornata di vigilia per il Manchester City, domani attesissimo al Bernabeu per il primo round degli ottavi di Champions League contro il Real Madrid. Secondo Alvaro Arbeloa, tecnico dei blancos, Pep Guardiola ha sempre una carta nascosta da giocarsi ma in conferenza stampa l'allenatore spagnolo dei citizens ci ha riso su: "No, onestamente, nessuna sorpresa. Penso che ci conosciamo a vicenda, lui conosce noi e noi loro. Naturalmente ci sono degli aggiustamenti che dobbiamo fare data la qualità che possiedono, ma non ci saranno sorprese".
Ciò non toglie che prendere in mano la partita in un tempio come il Bernabeu è una prova enorme per chiunque, che richiede mentalità da campioni. "Devi affrontare l'avversario con un rispetto incredibile, ma guardandoli negli occhi e dicendo: 'Va bene, questo è quello che siamo come squadra'. E devi dimostrarlo sul campo. Magari sei fortunato e passi il turno", ha spiegato Guardiola.
E sul livello di difficoltà della trasferta a Madrid, il tecnico del City ha replicato: "Se non fossimo in grado di gestire questa situazione, così come quando giochiamo ad Anfield, Old Trafford, all'Emirates, allo Stamford Bridge o contro il Bayern Monaco e il PSG, allora dovremmo farcene una ragione", ha esordito. "È meglio essere qui che non esserci affatto. Preferisco essere qui e venire in questo stadio per un ottavo di finale, perché significa che siamo più o meno nell'élite d'Europa".
Ricordando gli step compiuti nel tempo dal club inglese: "Dodici o tredici anni fa questo club non era a questi livelli, quindi più giochiamo queste partite, più impariamo e facciamo esperienza per il futuro. Ovviamente vogliamo passare il turno e daremo tutto per farcela martedì prossimo e continuare il cammino", la chiusura.











