Iran, calcio paralizzato dal conflitto: gare sospese e giocatori in difficoltà a lasciare il Paese
Il pallone si è fermato ancora una volta in Iran, travolto dagli eventi geopolitici. L’avvio dell’operazione “Leone ruggente” da parte di Israele, affiancata dall’operazione statunitense “Furia epica”, ha avuto un impatto immediato anche sulla Iran Pro League: le partite in programma sono state sospese poche ore prima del calcio d’inizio, stravolgendo piani e spostamenti.
La situazione ha colpito direttamente diversi professionisti stranieri presenti nel Paese, come riportato da AS. A Isfahan si trovavano Pepe Losada ed Emilio Álvarez, membri dello staff del Persepolis: arrivati in aereo venerdì, hanno trovato l’aeroporto deserto e sono rientrati a Teheran in autobus, con lo spazio aereo completamente chiuso.
Momenti di forte tensione anche per Munir, oggi all’Esteghlal. L’ex attaccante di Atlético Madrid e Barcellona è stato evacuato dall’aereo su cui si trovava sabato mattina, proprio durante l’attacco. Attualmente è assistito dal club e valuta un’uscita via terra verso la Turchia, un viaggio di oltre 2.000 chilometri.
Più fortunato Antonio Adán, che ha lasciato l’Iran prima della chiusura dello spazio aereo grazie a un periodo di riposo concesso dall’Esteghlal.











