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L’Araña torna a pungere. Nel tempio di Messi, quello che in futuro potrebbe diventare il suo

L’Araña torna a pungere. Nel tempio di Messi, quello che in futuro potrebbe diventare il suo TUTTOmercatoWEB
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Michele Pavese
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Michele Pavese
giovedì 9 aprile 2026, 11:26Calcio estero

C’è chi brilla sui grandi palcoscenici, e chi invece fatica a incidere quando la posta in palio si alza. Julian Alvarez appartiene senza dubbio alla prima categoria: dopo mesi di rendimento altalenante - soprattutto in Liga -, l'attaccante argentino ha dato un vero e proprio scossone alla sua stagione, segnando il gol su punizione che ha rotto l'equilibrio contro il Barcellona e confermandosi ancora una volta l'uomo più importante dell’Atletico in Champions.

Il morso del Ragno solo in Europa.
Il suo impatto nella massima competizione continentale è impressionante: 9 gol e 4 assist in questa edizione, che portano a un totale di 21 gol generati in 22 partite disputate. Numeri da fenomeno assoluto, che superano perfino le cifre di Diego Costa del 2013/14. Numeri che parlano da soli: Alvarez non è solo un finalizzatore, ma anche un creativo, capace di incidere con giocate di alta scuola come l’assist a Giuliano Simeone che ha provocato l’espulsione di Cubarsí.

La differenza con il campionato nazionale è abissale: 6 gol nelle prime sette giornate, poi un solo centro da novembre ad oggi. Ma ora l’Araña è tornata, puntuale nel momento cruciale, come aveva fatto durante il Mondiale in Qatar, quando fu protagonista assoluto - insieme ovviamente a Lionel Messi - nella vittoria della squadra guidata Scaloni. E proprio nel tempio che fu di Messi ha tirato fuori una magia difficile da dimenticare, contro il club che più di tutti sogna di ingaggiarlo.

Futuro in bilico.
Ventisei anni, contratto fino al 2030 e valore di mercato intorno ai 90 milioni, Alvarez vuole coronare la stagione con il suo primo titolo con l’Atletico (che giocherà la finale di Copa del Rey). La squadra e i compagni lo sanno: in un momento della stagione che conta davvero, la sua stella può fare la differenza. Numeri, personalità e capacità di decidere le partite più importanti: un giocatore tornato a esprimere tutto il suo talento nel momento che conta di più. Per parlare di futuro ci sarà tempo.

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