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La storia chiama Farioli: dimenticare il crollo di un anno fa e riportare il Porto al successo

La storia chiama Farioli: dimenticare il crollo di un anno fa e riportare il Porto al successoTUTTO mercato WEB
Oggi alle 10:55Calcio estero
Michele Pavese

Un anno fa la vittoria gli era scivolata di mano proprio quando sembrava già scritta. Oggi Francesco Farioli è di nuovo lì, davanti a tutti, con un campionato in pugno (dominato dalla prima giornata) e la certezza che ogni dettaglio possa cambiare tutto. Alla guida dell’Ajax si era ritrovato con nove punti di vantaggio sul PSV Eindhoven a sette giornate dalla fine. Poi il crollo, la rimonta subita, e soprattutto la ferita di un titolo svanito quando sembrava già conquistato.

Oggi lo scenario è diverso, ma la pressione è la stessa. Alla guida del Porto si presenta all’ultima fase con sette punti di vantaggio sul Benfica di José Mourinho e otto sullo Sporting CP, che ha anche una partita in meno, quando mancano quattro giornate alla fine. Un margine importante, quasi decisivo. Ma il calcio di primavera insegna che nessun vantaggio è davvero al sicuro quando la stagione entra nel punto cruciale.

La vera differenza rispetto all’esperienza all’Ajax sta nella gestione. Lì il problema non era solo tecnico, ma mentale: la capacità di reggere il peso del vantaggio, di non trasformarlo in paura, di non lasciare che la pressione cambiasse il modo di giocare. Questo Porto appare più maturo. Meno spettacolare in alcuni momenti, ma più concreto, più essenziale, più consapevole di ciò che serve per arrivare in fondo. Non domina sempre, ma controlla meglio le partite che contano. Eppure il rischio resta. Il Benfica di Mourinho non è una squadra che si arrende, lo Sporting ha qualità e ritmo per riaprire tutto se il margine si incrina. E sopra tutto questo c’è il fattore invisibile: la memoria di quello che è successo un anno fa.

Per Farioli queste quattro partite non sono solo una volata. Sono un esame personale. Il punto in cui non si giudica più il percorso, ma la capacità di incidere, di poter essere un grande allenatore. Il Porto è davanti: adesso non serve altro che restarci, per tornare sul tetto del Portogallo dopo quattro lunghi anni.

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