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Manchester City, addio Bernardo Silva. Guardiola scosso: "Se continui a parlare, piangerò"

Manchester City, addio Bernardo Silva. Guardiola scosso: "Se continui a parlare, piangerò"TUTTO mercato WEB
© foto di Federico Titone/BernabeuDigital.com
Yvonne Alessandro
Oggi alle 12:53Calcio estero
Yvonne Alessandro

Sarà una stagione di addii in Premier League. Nove anni dopo l'arrivo ad Anfield, Mohamed Salah saluterà il Liverpool, e lo stesso farà con Etihad Stadium Bernardo Silva al termine del campionato. Il centrocampista portoghese, 31 anni, tra sei partite di Premier League dirà una volta per tutte addio al Manchester City. Colonna portante dei successi dei Citizens dal 2017 ad oggi, nonché uno dei protagonisti assoluti del Treble e della prima Champions League della storia del club.

Ma molto altro invece per chi, come Pep Guardiola, lo ha allenato per nove stagioni a Etihad. Diventando automaticamente un pupillo del genio spagnolo. Non a caso, al termine del trionfo per 2-1 sull'Arsenal ieri, il tecnico del City ha cercato - tra gli altri - Bernardo Silva per condividere un abbraccio forte, sentito, per un'immagine che scalda il cuore a milioni di tifosi degli sky blues oltre che del calcio.

E all'idea solamente che tra poco più di un mese Bernardo Silva leverà la tende e non sarà più al City, Guardiola non ce la fa: "Se continui a parlare, piangerò. Quindi stai attento", ha avvisato con fare ironico ma veritiero l'allenatore spagnolo il giornalista, nel corso dell'intervista rilasciata a Sky Sports UK e incentrata per un momento sulla figura chiave del portoghese 31enne per la Manchester azzurra. "Sarà così emozionante il momento in cui se ne andrà. Sì", ha confidato con gli occhi di chi ormai è rassegnato all'idea di perdere uno dei suoi fedelissimi.

"Bernardo è Bernardo, non puoi definirlo, sai? Ho l'impressione che il suo contributo non sia stato visto, alle volte come personaggio pubblico, sai. L'antipasto non è lungo, non è così forte. Ma i calciatori iniziano da qui", con Guardiola a indicare la testa. Il cervello. "E finisce nei loro piedi", la precisazione dell'allenatore del Manchester City. "E quel ragazzo comincia da lì", dalla mente, punta il dito nuovamente sulla sua testa. "Ce ne sono pochi come loro, la squadra sarà sempre grata. Solo questo. Io sento gratitudine, riconoscenza di tutti. Per quello che ha fatto questo ragazzo per tanti tanti anni".

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