Mbappé non è "il leader atteso". Il Real fa i conti con un'altra stagione avara di soddisfazioni
Il passaggio di Kylian Mbappé al Real Madrid, avvenuto nell’estate 2024, doveva rappresentare la realizzazione di un sogno inseguito a lungo dal club e dal suo presidente Florentino Pérez. Dopo anni sotto i riflettori a Parigi, dove era diventato il simbolo assoluto del progetto del Paris Saint-Germain, l’attaccante francese era atteso come il grande trascinatore dei Blancos. A distanza di meno di due stagioni, però, il bilancio appare più complesso del previsto.
A 27 anni, Mbappé non ha ancora conquistato la Champions League, obiettivo principale del club, e anche laLiga sembra ormai orientata (nuovamente) verso il Barcellona. Sul piano individuale, i numeri restano importanti - 24 gol e la possibilità di chiudere la stagione come Pichichi ma gli infortuni generano più di qualche perplessità. Il contesto, in Spagna, è tutt’altro che indulgente: la stampa riconosce il suo talento realizzativo, ma continua a sottolineare criticità ricorrenti: un contributo difensivo giudicato insufficiente e una leadership ancora non pienamente consolidata. Già ai tempi del PSG erano emerse osservazioni simili.
Secondo Cadena COPE, all’interno del Real si sarebbe diffusa una certa delusione: "Non è il leader atteso", sarebbe la valutazione che filtrerebbe dai vertici del club. Sempre secondo la stessa fonte, Mbappé "non è ancora una figura guida né nello spogliatoio né tra i compagni". Il confronto interno con altri leader tecnici è inevitabile. Vinícius Júnior viene descritto come più incisivo sul campo, pur con un carattere emotivamente instabile, mentre Mbappé viene considerato ancora in una fase di adattamento al ruolo di riferimento assoluto.










