Tolta la Coppa d'Africa al Senegal, il governo chiede un'indagine per corruzione alla CAF
È scoppiato un caso mediatico e politico nel mondo del calcio. Tutto nasce dalla decisione della Confederazione africana di calcio (CAF) di togliere la Coppa d'Africa al Senegal e assegnarlo al Marocco. La Federazione senegalese ha già espresso il proprio dissenso per la scelta presa di accogliere la richiesta dei Leoni dell'Atlante a far valere il ricorso circa la vittoria a tavolino per 3-0, per aver abbandonato il campo per una quindicina di minuti come forma di protesta contro un rigore concesso a Brahim Diaz e compagni nel finale del match.
Ma ora scende in campo il Governo. Il Senegal, infatti, ha chiesto l'apertura di un'inchiesta per sospetti di corruzione alla CAF dopo la decisione del suo organo disciplinare: "Chiede l’apertura di un’inchiesta internazionale indipendente per sospetti di corruzione in seno agli organi direttivi della CAF", ha proseguito la portavoce del governo nel suo messaggio. "Inoltre, il Senegal utilizzerà tutti i mezzi di ricorso appropriati, inclusi quelli presso le istanze giurisdizionali internazionali competenti, affinché sia fatta giustizia e venga ristabilito il primato del risultato sportivo".
E nel ricordare che 18 tifosi dei Leoni della Teranga sono tuttora detenuti in Marocco: "Il Governo coglie l'occasione per rinnovare la solidarietà dell'intera nazione verso i senegalesi detenuti in Marocco a seguito degli incidenti della finale della CAN. È pienamente mobilitato nel monitoraggio di questo dossier per una felice risoluzione nel più breve tempo possibile. Il Senegal rimarrà risoluto, vigilante e inflessibile nella difesa dei diritti della selezione senegalese e nella restaurazione dell'onore dello sport africano".











