Tra Davide Ancelotti e il Botafogo è finita: all'origine dei problemi, non solo i risultati sportivi
Il Botafogo ha lasciato tutti di sasso con l'annuncio dell'esonero di Davide Ancelotti. Il tecnico sarebbe dovuto rimanere sulla panchina del club di Rio de Janeiro almeno fino alla fine del suo contratto, valido fino alla fine del 2026, ma alcuni motivi – che vanno ben oltre i risultati – i piani alti hanno deciso di interrompere immediatamente il rapporto. Ma cerchiamo di capire i motivi che hanno spinto alla separazione del figlio di Carletto, attuale CT della Nazionale brasiliana.
Secondo quanto appreso da ESPN, Davide non era d’accordo con la decisione della dirigenza bianconera di licenziare Luca Guerra, preparatore atletico considerato imprescindibile all’interno del suo staff tecnico. Ma questo non sarebbe stato l’unico motivo, dopo essersi sentito insicuro riguardo alla pianificazione della squadra carioca per il 2026. Infatti, la minaccia di uno smantellamento della rosa nella prossima stagione era all'orizzonte, non avendo ricevuto dal club di John Textor (proprietario del Lione e del RWDM Brussels) garanzie sulla sostituzione dei giocatori in uscita e su nuovi investimenti in ordine.
Da qui il tecnico italiano avrebbe scelto di divorziare con il Botafogo e cercare fortuna altrove, questa è la priorità. Davide Ancelotti intanto mantiene un accordo con il padre per affiancarlo nello staff del Brasile al Mondiale 2026. Ora, mentre il Fogão corre contro il tempo per trovare un sostituto in vista del 2026, Davide è libero sul mercato alla ricerca di una nuova casa. C'è la possibilità che il tecnico parmense di 36 anni possa prendersi un periodo di "stacco" e focalizzarsi sui compiti che potrebbe rivestire nella Nazionale verdeoro spalla a spalla con "Carletto", magari già dalla finestra nazionali di marzo. Ma dal Brasile sono sicuri: vuole rimettersi in pista quanto prima.











