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Juve, brutta e imperfetta ma finalmente Juve. A Verona ignoranza sovrana. Gasp, la musichetta si sente da lontano. Giampaolo, il maestro! Ascoli, è San Valentini

Juve, brutta e imperfetta ma finalmente Juve. A Verona ignoranza sovrana. Gasp, la musichetta si sente da lontano. Giampaolo, il maestro! Ascoli, è San ValentiniTUTTO mercato WEB
lunedì 14 marzo 2022, 00:00Editoriale
Michele Criscitiello
Direttore di Sportitalia e Tuttomercatoweb

Il Milan ha vinto con l'Empoli e la notizia, questa volta, non c'è. Però, anche se non vi interessa, una cosa la voglio dire: vedere le squadre di Andreazzoli è un piacere perché capisci lontano un miglio che quella squadra è allenata da un grande allenatore. Terzini che salgono (sbagliato solo tenere Parisi in panchina), squadra che gioca a memoria, 4-1-4-1 evidente ma livello dei singoli abbastanza mediocre. Nonostante tutto una squadra che gioca a viso aperto. Uno spettacolo vedere Andreazzoli dal vivo. Con una squadra top sarebbe ancora più divertente vederlo esprimersi. Andiamo sulla Juventus. Allegri sta facendo una grande risalita e fa bene a fregarsene dei criticoni. Chi vuole lo spettacolo, alla Juventus, quest'anno resterà deluso. Non c'è tempo per studiare e per preparare cose spumeggianti. Quest'anno bisogna pensare alla concretezza e i 3 punti di Genova sono oro. La Juve è ancora imperfetta ma, attenzione, siamo a marzo ed è in corsa per tutti gli obiettivi raggiungibili: quarti di finale di Champions da conquistare, finale di Coppa Italia alla portata e accesso alla prossima Champions League indirizzata. Allegri è un allenatore pratico ed è per questo che Agnelli ha deciso di richiamarlo a Torino. Serviva esperienza dopo il grande rischio dello scorso anno di restare fuori dall'Europa di serie A. E' partito male ma è anche vero che non aveva giocatori validi fino a gennaio; da gennaio ha sistemato almeno l'attacco, consapevole che questa squadra avrà bisogno di tre rinforzi veri. Bisogna aspettare il prossimo giro estivo. Mentre la Juve vince, l'Atalanta paga gli impegni della coppetta europea. Gasperini non vince con il Genoa che ormai sa solo difendersi (ahimè con gli 0-0 non ti salvi, lavori più per la tua panchina che per il club). In casa, l'Atalanta ha perso troppi punti banali con le medio piccole. In un campionato dove in 4 sognano ancora lo scudetto, i conti sono presto fatti: l'Atalanta rischia seriamente di restare fuori dalla prossima Champions. Gasperini torna al discorso di Sarri. Sono allenatori, piaccia o meno, che hanno bisogno di allenare una settimana regolare per poter incidere altrimenti la squadra cala.
Parentesi extra calcio. Non va più bene dire "erano 4 scemi che non rappresentano una città intera". Ora, davvero, basta. Verona si assuma le proprie responsabilità. Le colpe non sono solo dei teppisti terroristi che pensano, preparano ed espongono uno striscione di quel tipo. Indecente, alla luce di quello che sta accadendo in Ucraina. Cosa volete dimostrare? Cosa volete augurare? Che in una città come Napoli bisogna attaccare la gente di Napoli per vedere le stesse immagini di Kiev con donne e bambini morti in strada e gente senza una casa? 4 deficienti non rappresentano Verona, vero, ma tutta la città, la politica e la società devono prendere seriamente le distanze. Oggi, non domani. Anche perché, nel 2022, al tempo dei social chi ride e chi pubblica quelle cose significa che la pensa come i terroristi che quello striscione l'hanno scritto. Deve intervenire la Procura federale ma anche la Procura della Repubblica. Nelle città siamo pieni di telecamere è impossibile non risalire a questi delinquenti. Le liti in campo, gli sfottò, i cori, ci stanno. Non siamo Santi e neanche finti preti. Lasciamoci l'essenza del calcio ma peccato che questo non sia calcio ma solo uno schifo al quale assistiamo troppo spesso in una città bella come Verona. Peccato che alcuni veronesi siano ancora in circolazione a piede libero.

Poi, però, siate coerenti e non prenotate le vostre vacanze a Ischia e Capri.
Due riflessioni con due esempi, nel nostro calcio malato.
Qualcuno, alla Samp, dovrebbe mandare un sms a D'Aversa: "Mister, ci scusi. Non abbiamo capito nulla, abbiamo sbagliato tutto, il problema non eri tu". Guardate come gioca la Sampdoria e che risultati sta ottenendo con Giampaolo in panchina e con una rosa rinforzata dal mercato invernale. D'Aversa ha pagato una battaglia politica interna, Faggiano non ha avuto la forza di difenderlo ma sapeva bene che il problema della Samp non stava nell'allenatore. Troppe figure nel calcio italiano vengono giudicate per l'apparenza e non per il proprio essere. Giampaolo gode di ottima stampa e viene definito il Maestro ma, ormai, abbiamo avuto cento controprove che di maestro non ha neanche la cattedra e le sue belle intuizioni teoriche sono rimaste teoria su un pezzo di carta. Nel 2022 ti devi aggiornare e serve sostanza più che l'immagine. Settimana scorsa vi avevo detto di Walter Sabatini. Esempio lampante dove i Presidenti pensano ai nomi. Sabatini è arrivato a Salerno, ha preso calciatori fermi da 6 mesi, tutti strapagati, ha ingolfato il bilancio del club pur sapendo che ormai il paziente era clinicamente morto. Capiamo Iervolino che commette errori di gioventù ma serviva, se proprio volevi cambiare, un Direttore che facesse un mercato di potenziamento per la A con una finestra sulla B per non fare la terza rivoluzione a giugno. Invece soldi buttati e risultato che non cambia. Un Direttore aziendalista non fa quel mercato.
Prendiamo un altro esempio: Ascoli! Per 5 anni non ha lavorato, il Direttore Sportivo marchigiano Marco Valentini. Che con Sabatini ha solo una cosa in comune: la rima. Direttore giovane che nei 5 anni senza stipendio ha girato per aggiornarsi e vedere partite dalla A alla D. All'appuntamento con l'Ascoli si è fatto trovare prontissimo. Arrivato con la squadra al 14esimo posto, si ritrova in piena lotta play off. A gennaio ha rinforzato la rosa ma è stato anche aziendalista vendendo alcuni pezzi importanti portando soldi in cassa. L'unico giocatore venduto da un club di B è stato proprio di Valentini ad Ascoli. Aveva fatto bene a Messina, Reggio Emilia e anche ad Ascoli. Poi dimenticato perché... uscito dal giro. Ma come esci dal giro se sei bravo? Siamo ancora a questi giri... di valzer? La verità è che in B e C ci sono tanti Direttori Sportivi bravi ma in serie A i Presidenti scelgono sempre le stesse figure e poi si lamentano che non fanno plusvalenze e si fanno incastrare in una torta piena di panna. Valentini è solo un caso, ne potrei fare tanti altri. E parlo di un Direttore al quale per anni non ho rivolto la parola. L'ho "bastonato" mediatamente e mai risparmiato. Ma ho solo un pregio che mi riconosco: la lucidità di dare sempre a Cesare quel che è di Cesare. Simpatico o antipatico che sia. Amico o meno amico. Il calcio è meritocrazia e troppa gente dovrebbe andare in pensione per lasciare spazio a quelli giovani e bravi. Se, invece, ti chiami Braida è sei nettamente più bravo degli altri, allora, devi continuare a fare questo lavoro fino a 100 anni.

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