All'Inter manca un rigore, niente scambio di persona su Wesley: i verdetti (gli ultimi?) di Open VAR
Nuovo appuntamento con Open VAR, e non mancano le polemiche. All’Inter manca un rigore. Non che ci fossero dubbi, ma Dino Tommasi, componente della CAN, lo ammette: “Frattesi anticipa Scalvini e resta nella possibilità di giocare il pallone, subisce un calcio e questo è calcio rigore. Poteva essere visto in campo, la sala VAR sarebbe dovuta intervenire con on field review". Non c’è stato, invece, errore da parte di Manganiello nel valutare la spinta di Sulemana su Dumfries: “C’è un appoggio, non fa pressione”. Negli audio trasmessi, peraltro, colpisce proprio il dialogo tra l’arbitro e l’olandese.
Non c’è solo Inter-Atalanta, però. Il fuorigioco di Koopmeiners in Juventus-Udinese è giudicato una chiamata corretta, ma il confronto tra VAR e arbitro certifica quanto sia stata cervellotica l’intera procedura. È soprattutto Como-Roma, però, a far discutere: i giallorossi hanno presentato un ricorso per errore tecnico, sulla base dello scambio di identità tra Wesley e Rensch in occasione del fallo su Diao che ha portato all’espulsione del primo. Richiesta respinta dal giudice sportivo e anche Tommasi, su Open VAR, conferma: “Il fallo lo commette Wesley”. Nessuno scambio.
A essere in discussione, però, è soprattutto il futuro di Open VAR. La trasmissione è servita finora più a giustificare che a spiegare o ammettere errori, in FIGC l’idea è di abbandonare il progetto. Lo conferma il presidente federale Gabriele Gravina: “Valuteremo poi il futuro di Open VAR, apriremo una discussione con l’AIA per capire i pro e i contro. Siamo sempre disponibili al confronto, ma dobbiamo evitare qualsiasi strumentalizzazione. Quella che è una massima disponibilità viene utilizzata e strumentalizzata in termini negativi”.











