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Ammende, inibizioni e rischi per Lotito. Le ultime ore della Lazio fra sentenze e caso tamponi

Ammende, inibizioni e rischi per Lotito. Le ultime ore della Lazio fra sentenze e caso tamponiTUTTOmercatoWEB.com
© foto di TuttoSalernitana.com
sabato 01 maggio 2021 00:42I fatti del giorno
di Tommaso Bonan

Le ultime ore in casa Lazio sono state scosse dalla sentenza arrivata per il caso tamponi. La Corte Federale d'Appello, riunitasi a Roma per esaminare la vicenda dei protocolli Covid, ha infatti accolto in parte il reclamo proposto dalla Procura Federale. In primis, sono 12 i mesi di squalifica inflitti a Claudio Lotito (il presidente della Lazio era stato inibito nel processo sportivo di primo grado per sette mesi). In appello, inoltre, sono state confermate le inibizioni di 12 mesi ciascuno per i due medici del club, Ivo Pulcini e Fabio Rodia, mentre la multa alla Lazio è stata innalzata da 150 mila a 200 mila euro. Di fronte alla Corte d'Appello a Sezioni unite, Lotito difeso dall'avvocato Gian Michele Gentile, aveva fatto ricorso per chiedere la piena assoluzione dalle accuse di mancato controllo nell'applicazione del protocollo anti-Covid relativamente al periodo tra il 28 ottobre e l'8 novembre a seguito di presunte positività al coronavirus riscontrate in diversi giocatori.

Il giudice Torsello - presidente della Corte d'Appello - ha invece accolto in parte il reclamo proposto dalla Procura Federale, inasprendo le pene per il numero uno biancoceleste rispetto alla sentenza di primo grado: da 7 si è saliti quindi a 12 mesi di inibizione, circostanza che - regole alla mano - lo escluderebbe dal governo del calcio.

Perché Lotito rischia di decadere - Considerati i 2 mesi di inibizione che Lotito aveva ricevuto nel 2012 per "agentopoli", infatti, si superano abbondantemente i 12 mesi più un giorno di squalifica in dieci anni che determinano da regolamento la decadenza da tutti gli incarichi federali. L'articolo 29 dello Statuto FIGC considera del resto eleggibili solo coloro che "non siano stati colpiti negli ultimi dieci anni, salva riabilitazione, da provvedimenti disciplinari sportivi definitivi per inibizione o squalifica complessivamente superiore ad un anno, da parte della Federazione nazionale, dal Coni, dalle Discipline associate e dagli Enti di promozione sportiva o da organismi sportivi internazionali riconosciuti".

Ricorso al CONI - Adesso la Lazio si appellerà al Collegio di garanzia presso il Coni, ultimo grado di giudizio sportivo. "Siamo sorpresi, aspettiamo di leggere le motivazioni però se la Corte ha deciso così ci spiegherà, e se non saremo d'accordo procederemo davanti al giudice superiore", ha detto l'avvocato della Lazio Gian Michele Gentile.

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