BlueCo sposta le pedine: da Maresca a Rosenior, un modello che alimenta solo diffidenza
Il caos nella galassia BlueCo è esploso in pochi giorni, lasciando strascichi evidenti tra Londra e Strasburgo. Tutto è partito dall’esonero improvviso di Enzo Maresca, consumato il 1° gennaio nonostante due trofei conquistati nel 2025. Una decisione che ha spiazzato ambiente e tifosi, aprendo l’ennesimo capitolo di instabilità tecnica dell’era Todd Boehly.
La scelta del sostituto ha però amplificato le polemiche: il Chelsea ha deciso di puntare su Liam Rosenior, allenatore dello Strasburgo, club controllato dallo stesso consorzio. Un’operazione fulminea, senza mediazioni né reali segnali premonitori, che ha dato l’impressione di una "promozione interna" più che di una selezione ponderata. Rosenior, 41 anni, ha firmato addirittura fino al 2032, diventando il quinto allenatore dei Blues dall’arrivo di BlueCo (settimo contando i traghettatori), simbolo di una non-strategia che porta a cambiare guida tecnica con impressionante frequenza.
Se a Londra la mossa è stata accolta con curiosità e scetticismo, a Strasburgo ha provocato una vera frattura. I tifosi del Racing hanno reagito con rabbia, accusando la proprietà di trattare il club come una succursale del Chelsea, sacrificabile in qualsiasi momento. Nel mirino è finito soprattutto il presidente Marc Keller, ritenuto ormai privo di autonomia e troppo allineato alle logiche del gruppo. La Fédération des Supporters du RCSA ha addirittura chiesto le sue dimissioni, parlando apertamente di perdita d’identità e di progetto sportivo svuotato. Per tamponare l’emergenza, BlueCo ha già indicato il successore di Rosenior: Gary O’Neil, altro profilo inglese con esperienza in Premier League. Una scelta che conferma la linea del consorzio: usare Strasburgo come laboratorio tecnico e umano, da cui attingere quando serve.
Il risultato è un effetto domino che lascia interrogativi pesanti: Chelsea instabile nonostante i successi recenti, Strasburgo in piena crisi di consenso, e un modello multi-club che, invece di creare sinergie virtuose, sembra oggi alimentare tensioni e diffidenza. BlueCo accentra, decide e sposta pedine. Ma il prezzo potrebbe essere alto.











