Il Napoli alza bandiera bianca: 0-2 con la Lazio. Conte: "Futuro? Vengo strumentalizzato"
Il Napoli alza bandiera bianca: al Maradona passa la Lazio per 0-2. Prestazione irriconoscibile per gli uomini di Antonio Conte, mai come oggi sconnessi mentalmente e protagonisti di tanti errori. In avvio il gol di Cancellieri, poi ad inizio ripresa il bis di Basic, nel mezzo un rigore parato da Milinkovic-Savic. A fine primo tempo gli spettatori fanno capire il loro disappunto, fischiando la squadra di Conte per il brutto pomeriggio, mentre dopo il 90' si sentono cori d'incitamento.
Inizio shock del Napoli: Cancellieri in gol al 6'
Inizio shock per il Napoli: nemmeno 6 minuti di gioco e la Lazio passa in vantaggio. Imbucata di Zaccagni per Taylor, cross per Cancellieri che fa 1-0. Ancora Lazio: Basic a giro, Milinkovic-Savic controlla. La squadra di Conte fatica ad accendersi negli ultimi trenta metri, ma alza il baricentro con il passare dei minuti.
Milinkovic-Savic para il rigore Zaccagni
Gli azzurri fanno girare palla, i ragazzi di Sarri non hanno fretta e sono sono pronti a ripartire in maniera micidiale. Come quando Buongiorno calcia addosso a Noslin sul pressing dell'attaccante, che vince il rimpallo, si fa 40 metri palla al piede e guadagna il rigore. Zaccagni si fa però ipnotizzare da Milinkovic-Savic. Il Napoli ora è scosso. Cancellieri si accentra e calcia, tiro deviato da Buongiorno che impegna ancora Milinkovic-Savic. Al rientro negli spogliatoi il pubblico del Maradona fischia.
Basic fa 0-2: Napoli frastornato
Conte cerca la scossa con cambi pesanti: fuori De Bruyne e Anguissa al 45' dentro Elmas e Alisson Santos. In realtà il primo squillo è ancora della Lazio, con il diagonale di Taylor che sfiora il palo. Arriva il raddoppio al 57': altro errore di Buongiorno in anticipo su Noslin, Nuno Tavares si invola e crossa per Cancellieri, la palla arriva a Basic che batte Milinkovic-Savic. Sarri pensa alla Coppa Italia: fuori Zaccagni, Gila e Cataldi, dentro Dia, Provstgaard e Patric. Il Napoli non c'è: tantissimi errori tecnici, nessun tiro in porta.
Napoli, Conte: "Troppe voci sul mio futuro"
Così il tecnico del Napoli, Antonio Conte, a fine partita in conferenza stampa sul suo futuro: "Questo è il mio secondo anno al Napoli ed è un copia e incolla dell’anno scorso. Quello che dispiace è che, quando parlo, mi sembra di parlare in italiano, e invece vengo spesso strumentalizzato: da alcune frasi si taglia o si riporta un’interpretazione personale. Capitasse in Inghilterra potrei anche capire, visto che non parlo benissimo l’inglese, ma qui parlo in italiano. Quello che posso dire è che in queste situazioni più siamo tutti zitti, meglio è, anche perché altrimenti diamo solo fiato alle trombe di chi non vuole bene al Napoli e cerca di creare confusione. Così come due giorni fa è uscito un articolo: una squadra vecchia da svecchiare, giocatori che devono andare via, nomi e cognomi. Io penso che non sia giusto: è una mancanza di rispetto nei confronti di calciatori che stanno qui da tanto tempo, hanno vinto due scudetti e una Supercoppa. Ritrovarsi sul giornale con scritto che uno sicuramente non verrà rinnovato, che un altro andrà via… ma perché? Facciamolo fare agli altri, ma a Napoli stesso io dico: perché vogliamo farci male da soli? Tutte queste voci sicuramente non fanno bene alla squadra, è una mancanza di rispetto verso chi ha fatto sognare la città. Questo mi dispiace, perché Napoli stessa è molto controversa: c’è chi aiuta e chi distrugge, chi crea e chi rompe le scatole. A me dispiace perché già ci sono pressioni da altre parti: quando siamo in casa nostra cerchiamo di stare compatti e uniti invece di farci del male da soli. Ripeto: non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Non addosserei assolutamente le colpe alla difesa, perché si difende e si attacca in undici, compreso il portiere: si difende in undici, compreso Højlund, che sarebbe l’attaccante. Oggi eravamo tutti non pervenuti, c’è stato un blackout totale. Ho fatto il calciatore e l’allenatore, e capitano giornate no: oggi è stata una giornata no. Anche perché, ripeto, la partita hai provato a farla, la palla ce l’avevi tu per il 70%. Potevamo attaccare per due giorni, ma non avremmo mai fatto gol perché non c’era la lucidità necessaria per capire dove colpire. Non si vedevano gli spazi, non eravamo puliti a livello qualitativo, eravamo molto sporchi. C’è stata una serie di situazioni che ora vanno azzerate: da lunedì bisogna prepararsi perché mancano cinque partite e per la società è troppo importante giocare la Champions. La Champions porta circa 70 milioni nelle casse societarie, come l’anno scorso, oltre al premio dello scudetto. Quindi dobbiamo rimanere concentrati e focalizzati per raggiungere l’obiettivo, poi Dio vedrà".
Lazio, Sarri: "Ritorno al Napoli? Eventualità molto remota"
Grande soddisfazione per l'allenatore biancoceleste Maurizio Sarri, che in conferenza chiarisce anche i rumor sul ritorno al Napoli: "Se è un sogno, chiedetelo a chi ha fatto questo accostamento. Penso sia un’eventualità molto remota. Mi fa piacere che se ne parli, ma è remota e lo sapete anche voi. Inoltre ho ancora due anni di contratto con la Lazio".











