Multa da record e caso Neto: giornata turbolenta, il Chelsea chiude i conti col suo passato
La giornata del Chelsea è la fotografia di un club sospeso tra passato ingombrante e presente confuso. Partiamo dal campo: l’episodio di Pedro Neto, che ha spinto un raccattapalle nella sfida di Champions contro il Paris Saint-Germain della scorsa settimana, è stato liquidato dalla UEFA con una semplice ammonizione per "condotta antisportiva". Una decisione che lascia più di qualche perplessità: l’immagine di un calciatore professionista che strattona un ragazzino pur di accelerare una rimessa laterale non è esattamente il miglior spot per il calcio europeo. La sanzione minima, però, racconta ancora una volta quanto spesso il sistema preferisca spegnere rapidamente le polemiche piuttosto che affrontarle davvero.
Ma la vera notizia arriva lontano dal terreno di gioco. La Premier League ha inflitto al club londinese una multa record da 10,75 milioni di sterline per irregolarità finanziarie risalenti all’era Roman Abramovich. Pagamenti "oscuri", società offshore e operazioni di mercato che coinvolgono nomi pesanti come Eden Hazard, Willian o Samuel Eto’o: un mosaico che ricorda quanto il calcio degli ultimi quindici anni abbia spesso navigato in acque molto torbide. Il paradosso? A scoprire tutto è stata la nuova proprietà guidata da Todd Boehly, che ha scelto di autodenunciarsi durante la revisione dei conti dopo l’acquisto del club. Un gesto che la Premier ha premiato con attenuanti, trasformando quello che poteva essere un terremoto sportivo in una multa - salata, certo - e in un blocco di mercato sospeso.
Il Chelsea prova così a chiudere i conti con il passato. Ma resta una domanda: quanto di quel sistema appartiene davvero al passato e quanto continua a sopravvivere, più discretamente, nel calcio moderno? Perché finché certe storie emergono solo quando qualcuno decide di autodenunciarsi, la sensazione è che sotto la superficie ci sia ancora molto da scoprire.











