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Baroni si nasce... Palladino si diventa... Thiago Motta di passaggio

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La Giovane Italia
mercoledì 22 febbraio 2023, 09:30La Giovane Italia
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22.02.2023 09:30La Giovane Italia
L'intervento di Paolo Ghisoni, direttore de La Giovane Italia, a Maracanà, consueto appuntamento di TMW Radio.
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Durante la puntata di Maracanà, su TMW Radio, il nostro direttore Paolo Ghisoni è intervenuto per approfondire alcune tematiche relative al calcio italiano.

La prima domanda arrivata dallo studio è stata su Vincenzo Italiano, allenatore di una Fiorentina un po' altalenante quest'anno in campionato: "Ho sempre detto che Italiano è un allenatore che sta imparando a frequentare una categoria importante, in una carriera dove ha bruciato le tappe e nella quale la Fiorentina rappresenta un punto notevole nel suo cammino a salire. Restano comunque tanti punti di domanda sulla progettualità: quando perdi elementi come Chiesa, Vlahovic è chiaro che la progettualità ne possa risentire. Ha fatto molto bene con lo Spezia, aveva dato parola di rimanere ma per lui Firenze era uno step fondamentale; ha deciso di andarsene nel momento in cui era diventato un "eroe". Un tecnico che ha cultura del lavoro, davvero molto esigente".

Si è continuato a parlare di allenatori, in particolar modo di Palladino, Baroni e Thiago Motta, protagonisti fin qui di una buona stagione con i rispettivi club: "Tra i tre conosco bene Baroni. É un gran lavoratore, riesce a entrare con le idee giuste nella testa dei ragazzi. A me piace molto come persona: è lineare, semplice. Gli altri due li "conosco" poco, Thiago Motta l'ho seguito specialmente ai tempi del PSG: mi impressionò il suo atteggiamento con i giovani, lontano anni luce dall’isterismo dei campi italiani. Palladino ha cambiato l’inerzia del Monza, è stato corretto nel dire: "Sono partito da un’ottima base di lavoro", facendo intendere che Stroppa aveva comunque operato bene. Chi considero più pronto per un eventuale salto di livello? Thiago Motta, secondo me è destinato ad andare all’estero".

L'argomento si è infine spostato su una delle rivelazioni del campionato, Federico Baschirotto, arrivato al palcoscenico della Serie A "solamente" a 26 anni: "Noi abbiamo una scuola che si è persa col tempo, anni fa costruivamo dei marcatori di grande livello. Bruciamo ragazzi che, nonostante buone partite a livello difensivo, commettono un errore e non gli viene più data fiducia. Ora sta giocando bene Buongiorno, un ragazzo che ha la testa giusta, poi fa male e lo dimentichiamo. Criscito ad esempio era un predestinato, titolare alla Juve con Ranieri... Poi arriva a Roma, fa una sciocchezza contro Totti e a gennaio viene mandato al Genoa. Era cresciuto nel vivaio bianconero, se non proteggi giocatori di questo genere (che fanno comunque una grande carriera) è chiaro che poi ti perdi per strada anche tantissimi Baschirotto".

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