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"Che fine ha fatto…" - Alberto Testa, da Livorno alla laurea

"Che fine ha fatto…" - Alberto Testa, da Livorno alla laureaTUTTOmercatoWEB.com
domenica 24 gennaio 2021 08:45La Giovane Italia
di La Giovane Italia
La Giovane Italia vi porta alla scoperta dei nuovi talenti del calcio italiano, raccontandovi ogni giorno, alle 8:45, le storie dei giovani di casa nostra e dei club che scommettono su di loro

Nuovo appuntamento settimanale con la rubrica “Che fine ha fatto…”, un viaggio alla riscoperta dei talenti presenti nelle passate edizioni dell’Almanacco de La Giovane Italia ma che, per varie ragioni, non sono poi riusciti ad affermarsi nel calcio professionistico. Dopo le storie di Franchini, Di Benedetto e Montresor, oggi siamo andati a trovare Alberto Testa, attaccante classe 1998 cresciuto nel settore giovanile del Livorno e presente in tre edizioni consecutive dell’Almanacco, con paragoni illustri con campioni del calibro di Alberto Gilardino e Vincenzo Montella.

Ciao Alberto, il tuo percorso di crescita calcistica è partito dal Livorno. Raccontaci come è iniziato tutto quanto.
"Mi sono trasferito a Livorno quando avevo solo 9 anni e da quel momento ho iniziato il mio percorso nel settore giovanile amaranto. In quegli anni ho avuto la possibilità di formarmi come ragazzo e atleta togliendomi anche alcune soddisfazioni personali. Infatti, ho avuto la possibilità di partecipare sotto età al Torneo di Viareggio con i ’96: successivamente ho avuto la possibilità di partecipare al ritiro estivo con la prima squadra prima agli ordini mister Panucci (stagione 2015/16) e l’anno successivo con mister Foscarini a cui devo il mio esordio tra i professionisti, arrivato nel primo turno di Coppa Italia contro la Juve Stabia".

A questo punto ti si presenta l’opportunità di andare a giocare più a Nord...
Dopo qualche giorno mi sono trasferito alla Sampdoria in prestito per l’ultimo anno in Primavera, togliendomi la soddisfazione di segnare una tripletta all’esordio con il Pescara al primo turno di Coppa Italia Primavera. Stagione tutto sommato positiva a livello di squadra, conclusa con l'accesso alle Final Eight di campionato, chiuse con la sconfitta contro la Juventus nei quarti di finale. Rientrato a Livorno dal prestito mi trasferisco di nuovo in prestito, nell'ultimo giorno di mercato: stavolta a Cuneo, dove raccolgo quattro presenze nel campionato di Serie C. A fine anno vengo riconfermato ma, in seguito al cambio societario e ad altre questioni extra-campo chiedo di essere ceduto, così mi trasferisco al Ligorna, con il quale raggiungo la finale playoff di Serie D".

Tra le maglie che hai indossato sicuramente quella con più valore simbolico è quella azzurra della Nazionale.
"È sicuramento l’esperienza più bella a livello calcistico che un ragazzo può avere. Ho avuto modo di partecipare a due raduni con la Nazionale Under 15 di mister Rocca, venendo poi convocato per il torneo delle Nazioni dove ho esordito contro gli USA. Grazie al mio carattere aperto e socievole, ho legato con tutti i compagni: in particolare ho instaurato un ottimo rapporto con Patrick Cutrone, mio compagno di stanza, e unico mio pari ruolo. In seguito mi son tolto anche la soddisfazione di segnare un gol in maglia azzurra, in Under 16 contro il Qatar".

Il presente, invece, ti vede vicino a completare il tuo percorso di studi universitario.
"Ho sempre considerato lo studio come un elemento fondamentale nella crescita di un individuo, per questo motivo ho scelto di proseguire il mio percorso anche a livello accademico. Mi sono diplomato al Liceo Scientifico e, durante l’esperienza di Cuneo, ho scelto di iscrivermi al corso di laurea in Economia Aziendale presso l’Università di Pisa. Mi posso ritenere soddisfatto perché mi manca l’ultimo esame per completare questo percorso ma soprattutto perché sono sempre riuscito a far coesistere lo studio con il calcio".

Ritornando al campo, come si è evoluta la tua carriera dopo Ligorna?
Da questo punto di vista, sono stato leggermente penalizzato dalla situazione generale che stiamo vivendo. All’inizio della scorsa stagione, infatti, sono stato contattato da società toscane di Serie D ma ho rifiutato pensando di trovare altro: così sono rimasto senza squadra fino a gennaio e, conseguentemente allo stop dei campionati, per il resto della stagione. Quest’anno invece, sia perché vicino alla laurea e sia per restare vicino casa ho accettato l’offerta dell’Armando Picchi Calcio, società di Livorno che partecipa al campionato di Eccellenza.

Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Una volta raggiunta la laurea, potrò tornare a concentrarmi al campo. Per me giocare a calcio è divertimento, per cui il primo obiettivo è sicuramente quello di divertirmi. Poi mi piacerebbe riprendere la mia carriera al meglio, per cui dimostrare quanto valgo e provare a risalire di categoria e tornare nei professionisti".

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