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Mondiali 2026, prezzi dei biglietti troppo alti: FIFA denunciata alla Commissione Europea

Mondiali 2026, prezzi dei biglietti troppo alti: FIFA denunciata alla Commissione EuropeaTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
Ivan Cardia
ieri alle 23:09Mondiali 2026
Ivan Cardia

Football Supporters Europe (FSE) ed Euroconsumers hanno presentato una denuncia formale alla Commissione europea contro la FIFA, accusando l’organo calcistico di aver abusato della propria posizione di monopolio per imporre prezzi dei biglietti eccessivi e condizioni e procedure di acquisto opache e scorrette ai tifosi europei in vista dei Mondiali 2026.

Euroconsumers e FSE, che in passato avevano già denunciato limitazioni all'accesso dei tifosi con disabilità, hanno individuato sei presunti abusi specifici. Di seguito quanto riportato dal comunicato stampa congiunto.

1. Prezzi altissimi – più elevati rispetto alle edizioni precedenti e superiori anche alle stime della stessa FIFA

I biglietti più economici disponibili per la finale partono ora da 4.185 dollari, oltre sette volte il costo del biglietto più economico per la finale del Mondiale 2022. Per confronto, i biglietti più economici per la finale di UEFA EURO 2024 costavano 95 euro (circa 100 dollari). Nei documenti di candidatura, la FIFA stimava un prezzo medio di 1.408 dollari, ma questa cifra è stata ampiamente superata.

2. Pubblicità ingannevole – il biglietto da 60 dollari praticamente inesistente

La FIFA ha più volte pubblicizzato biglietti da 60 dollari per la fase a gironi. In realtà erano così pochi che l’intero stock della Categoria 4 risultava praticamente esaurito prima dell’apertura delle vendite al pubblico generale. Oltre a deludere i tifosi, pubblicizzare un prezzo non realmente disponibile costituisce pubblicità ingannevole, vietata dal diritto dei consumatori dell’UE.

3. Prezzi dinamici senza controllo – aumenti continui senza preavviso

La FIFA ha utilizzato il cosiddetto “dynamic pricing” senza alcun tetto e senza trasparenza sui criteri di determinazione dei prezzi. Alcuni biglietti sono aumentati del 25% tra una fase di vendita e l’altra. I tifosi non avevano modo di conoscere il prezzo finale prima di mettersi in coda.

4. Regole opache – carenza strutturale di trasparenza

La posizione dei posti, le mappe degli stadi e persino le squadre in campo non sono garantite al momento dell’acquisto, spesso con diritti di rimborso limitati o assenti. I tifosi spendono migliaia di euro senza sapere cosa stanno acquistando.

5. Tecniche di vendita sotto pressione – alimentare la paura di restare esclusi

Le email inviate ai tifosi parlavano di “accesso esclusivo” a finestre di vendita “limitate”, non rispecchiando la realtà. Creando un’urgenza artificiale, la FIFA ha spinto i tifosi a decisioni affrettate.

6. Doppio guadagno – pagare due volte nelle rivendite

La FIFA scoraggia le piattaforme di rivendita tradizionali definendole “insicure” e indirizza i tifosi verso il proprio marketplace, dove sia acquirente sia venditore pagano una commissione del 15%, aumentando significativamente il costo complessivo. Su un biglietto da 800 dollari, la FIFA incassa ulteriori 240 dollari oltre al prezzo iniziale.

Il Mondiale inizierà l’11 giugno 2026. Il tempo stringe.

Euroconsumers e FSE chiedono alla Commissione europea di intervenire subito e ordinare alla FIFA di:

* interrompere l’uso del dynamic pricing per tutti i biglietti venduti ai tifosi nello Spazio economico europeo per il resto dei Mondiali 2026
* congelare i prezzi dei biglietti per la fase di vendita di aprile ai livelli annunciati dalla FIFA a dicembre 2025
* pubblicare, almeno 48 ore prima dell’apertura della finestra di aprile, il numero di biglietti disponibili per ciascuna categoria e l’esatta posizione dei posti negli stadi
* rispettare i diritti dei consumatori sia nel mercato primario sia in quello secondario dei biglietti

“Il calcio è una passione universale, ma la FIFA lo sta trattando come un lusso privato sfruttando il proprio monopolio assoluto sulla vendita dei biglietti dei Mondiali. Imponendo prezzi opachi, pratiche di pressione all’acquisto e commissioni di rivendita esorbitanti, la FIFA sta scaricando un onere economico ingiusto su milioni di tifosi europei. Chiediamo alla Commissione europea di intervenire immediatamente con misure provvisorie per fermare queste pratiche prima dell’inizio del torneo 2026”, ha dichiarato Marco Scialdone, responsabile contenzioso di Euroconsumers.

“Da mesi chiediamo alla FIFA di fare la cosa giusta nei confronti dei tifosi e di rivedere le proprie politiche aggressive e penalizzanti sulla vendita dei biglietti. Il rifiuto di avviare un confronto serio con le parti interessate non ci ha lasciato altra scelta se non quella di unire le forze con Euroconsumers e presentare questa denuncia alla Commissione europea. La FIFA cita dati di vendita non verificati per giustificare queste pratiche, ma la realtà è che i tifosi non hanno alternative: pagare o restare esclusi”, ha dichiarato Ronan Evain, direttore esecutivo di Football Supporters Europe.

Il caso FIFA: perché chiediamo il divieto del dynamic pricing negli eventi dal vivo

Euroconsumers è da tempo in prima linea nel segnalare i rischi del dynamic pricing negli eventi dal vivo. Insieme a Football Supporters Europe, Live DMA e Reset Network ha chiesto il divieto di questa pratica per eventi sportivi e culturali, dove l’offerta limitata e l’elevata domanda lasciano ai consumatori poche reali alternative. Il caso FIFA rappresenta un esempio concreto delle conseguenze del dynamic pricing quando un unico organizzatore detiene tutto il potere.

“Il dynamic pricing trasforma la fedeltà dei tifosi in una gara al rialzo, fa lievitare i costi senza aggiungere valore ed esclude molti sostenitori. La FIFA deve interrompere questa pratica e garantire a tutti i tifosi un accesso ai biglietti equo e trasparente”, ha dichiarato Els Bruggeman, responsabile policy ed enforcement di Euroconsumers.

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