Stati Uniti già sotto accusa: col Belgio si è salvato solo McKennie. E Pochettino è nel mirino
Una serata da dimenticare per gli Stati Uniti, sconfitti pesantemente dal Belgio per 5-2 ad Atlanta. Eppure, l’inizio aveva lasciato intravedere segnali incoraggianti, con un primo tempo positivo chiuso dal gol di Weston McKennie su calcio d’angolo. Poi, nella ripresa, il blackout totale: quattro reti incassate in poco più di venti minuti hanno messo a nudo fragilità evidenti.
La stampa americana non ha risparmiato critiche. Tra analisi severe e giudizi duri, il ko è stato descritto come un campanello d’allarme in vista dei Mondiali 2026. “La squadra ha impressionato all’inizio, poi è crollata sotto i colpi del Belgio”, si legge nelle valutazioni, che sottolineano il divario ancora esistente con le big europee.
Sotto osservazione anche le prestazioni individuali. Timothy Weah è stato tra i più criticati per il posizionamento difensivo, mentre Tanner Tessmann è apparso poco incisivo in mezzo al campo: “Ha creato qualche occasione, ma è stato troppo discreto. Serviva più presenza nel gioco”. Solo lo juventino Weston McKennie ha offerto spunti positivi in una serata complicata.
Nel mirino anche il ct Mauricio Pochettino, incapace di trovare contromisure durante il crollo. “Il 5-2 è difficile da accettare, fa male. Non siamo stati abbastanza aggressivi”, ha ammesso. Ora serve una reazione immediata: la sfida contro il Portogallo si avvicina e i dubbi, soprattutto sulla tenuta difensiva, restano tanti.











