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Amorim ha detto una cosa che andrà considerata: la squadra è lontana

Antonello Gioia
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Antonello Gioia
Oggi alle 07:30Serie A
05.10.2026 07:30Serie A
Secondo quanto dichiarato da Ruben Amorim, la sua squadra è ancora lontana dall'essere - letteralmente e metaforicamente - sua.
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Non è da escludersi il passaggio - chissà se definitivo - del Milan dal 3-4-2-1 al 4-2-3-1, ma, secondo quanto dichiarato da Ruben Amorim, la sua squadra è ancora lontana dall'essere - letteralmente e metaforicamente - sua: "Mancano ancora molte cose, e lo dico senza problemi. Cerchiamo di dominare il gioco in modo più costante, giochiamo bene in alcuni momenti ma abbiamo ancora molto da fare. Non mi piace sentir parlare di questo come il Milan di Amorim: il Milan è il Milan, ha una storia e un'identità che va oltre il nome di un allenatore. Voglio una squadra riconoscibile, capace di vincere anche quando le cose non vanno perfettamente. Siamo ancora lontani dal nostro potenziale, ma abbiamo bisogno di tempo e di continuità. Abbiamo tante partite, dobbiamo vincere e migliorare in parallelo, e non è semplice".

PROBLEMA SOSTA?

La sosta è stata lunga, ma da oggi il Milan inizierà a preparare la sfida di domenica contro il Sassuolo in attesa del rientro dei quindici nazionali in giro per il mondo. Per Amorim, non un problema così insopportabile: "Non è una preoccupazione, perché dobbiamo adattarci a quello che succede nel nostro mondo e non c'è molto che possiamo fare. Tre settimane o due cambiano poco. Abbiamo il tempo per lavorare con alcuni giocatori che ne hanno bisogno, e l'opportunità di vedere altri che in futuro potrebbero darci una mano. Se c'è una vera preoccupazione, non riguarda le tre settimane di pausa: riguarda il numero di partite che ci aspettano da qui in avanti. Questo mi preoccupa di più, insieme al ritmo che dovremo tenere. Cercherò sempre di schierare la formazione migliore per ogni partita, tenendo conto anche di quello che potrebbe servire nella seconda parte della gara. Guardando queste prime cinque partite, è già chiaro che tutti i giocatori entrati dalla panchina hanno inciso positivamente. Non possiamo pensare solo agli undici titolari. E poi con due giorni tra una partita e l'altra è impossibile affidarsi sempre agli stessi: dobbiamo essere pronti tutti, e su questo lavoriamo ogni giorno".

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Immagine editoriale di Enzo Bucchioni
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