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Boban: "Europeo a 24 squadre, Mondiale a 48: non è un dramma. Ideale un ex calciatore in FIGC"

Andrea Piras
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Andrea Piras
Oggi alle 10:08Serie A
05.10.2026 10:08Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB

Nel corso dell'intervento su Radio Uno nel corso del programma "Radio Anch'Io Lo Sport", Zvonimir Boban ha parlato dei rapporti fra FIFA E UEFA: "Abbiamo visto cose un po' curiose durante il Mondiale, ma alla fine il calcio vince sempre. I voti sono abbastanza controllati e nessuno farà la guerra a nessuno. Nonostante certi errori, che ho già criticato e non voglio ripetere su Infantino, non dobbiamo cancellare il bene che Gianni ha fatto alla FIFA. Credo che tutto si calmerà e si voterà per lui; non penso avrà un'opposizione forte, dato che ha già riconquistato l'Asia, il Sudamerica gli è sempre rimasto fedele e l'Europa non è così omogenea come si pensa. L'Africa è sempre con lui, quindi non credo avrà problemi a essere rieletto. Il conflitto UEFA-FIFA ci sarà sempre, con la UEFA che vuole dimostrare di essere più importante. Sono due grandissime organizzazioni, ma è la FIFA che governa.

Il gioco del calcio, comunque, non si perde mai: abbiamo un Europeo a 24 squadre su 55 nazioni e un Mondiale ogni quattro anni a 48 squadre su 211 nazioni affiliate. Non lo vedo come un dramma. E anche se si passasse a 64, cosa che non credo avverrà, il numero delle partite non cambierebbe. Dei Mondiali ci ricordiamo le semifinali, le finali o alcune sfide straordinarie. Dare l'opportunità ai Paesi più piccoli di partecipare una volta ogni quattro anni a un torneo così grande rispetta lo sviluppo del calcio, inserito proprio nel secondo articolo dello statuto FIFA. Se prevale l'elitismo, allora giochiamo in quattro: Italia, Brasile, Argentina... L'Europeo si giocava a otto squadre fino all'82 o all'86: non vedo il problema nel far partecipare più Paesi. Anzi, mi diverte vedere nuove nazioni crescere e giocate in un torneo straordinario. A parte gli episodi spiacevoli, come i rossi tolti e certi messaggi anti-calcio, questo Mondiale non è stato un disastro dal punto di vista del gioco".

In FIGC forse ci vorrebbe un grande calciatore: "Magari ci fosse un ex calciatore con le capacità manageriali, politiche e istituzionali per guidare un'istituzione del genere. Sarebbe l'ideale, perché chi capisce di calcio può dare una mano concreta all'allenatore e a tutto il movimento. Non sempre avviene, perché mentre noi giochiamo, gli altri fanno un altro percorso di vita e acquisiscono le competenze per ricoprire ruoli di guida. Ma su questo sono d'accordo: sarebbe la soluzione migliore".

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Immagine editoriale di Enzo Bucchioni
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