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Boban: "In Italia dopo la generazione di Totti e Pirlo non c'è più un fuoriclasse straordinario"

Andrea Piras
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Andrea Piras
Oggi alle 12:38Serie A
05.10.2026 12:38Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB

Intervenuto ai microfoni di "Radio Anch'Io Lo Sport" su Radio Uno, Zvonimir Boban ha parlato della Nazionale italiana: "La storia è molto lunga e credo che l'abbiamo un po' capita tutti. È una questione di come si lavora nei vivai, di come si sviluppano i talenti e di quale metodo si usi nei club per far sì che il talento italiano, che c'è, non è possibile che non ci sia, venga cresciuto. Viene cresciuto in maniera non corretta, perché in Italia, dopo la generazione di Totti e Pirlo, non c'è più un fuoriclasse straordinario. Andare troppo a fondo nel discorso richiederebbe ore, ma il succo è questo: iPad, allenatori che pensano sempre al collettivo e al risultato, mai allo sviluppo veramente individuale o delle posizioni dei singoli.

Alla fine, avendo sempre paura del risultato e di essere cacciati da gente nei club che magari sa poco di calcio, optano per la sicurezza di un 3-5-2 che abbiamo visto imperversare in questi ultimi anni. È un sistema che, fatto bene magari da una o due squadre al mondo come l'Inter, per il resto non ha vinto nulla negli ultimi trent'anni. Il 92% dei campionati e tornei importanti - Mondiali, Europei, Coppa America e le cinque leghe principali - sono stati vinti con sistemi a quattro dietro e due sulla fascia. Non è una questione di opinioni personali o di come la penso io: questi sono fatti".

Su Kayode prosegue: "Mi chiedo perché non sia stato chiamato prima, visto che ha già collezionato 50 presenze in Premier League. Non che avrebbe cambiato tutto, ma è un ottimo giocatore: molto attento, rapido e con le giuste distanze. Difensivamente è davvero tosto e legge bene le situazioni. L'ho visto contro la Francia: lo conoscevo già per qualche partita vista in Premier, ma gioca a questo livello con una facilità e una tranquillità straordinarie, che derivano da un'estrema confidenza nelle proprie qualità. Sì, a questi livelli mi ha sorpreso. Con la Francia ha fatto una partita eccezionale: nell'uno contro uno non gli è andato via nessuno, il che è quasi impossibile. Quindi bravissimo".

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Immagine editoriale di Enzo Bucchioni
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