Calciomercato no stop - Indiscrezioni, trattative e retroscena del 22 febbraio
TORINO, ORE CALDE PER BARONI: L’IDEA È D’AVERSA. JUVENTUS, RISOLUZIONE PER MONTERO: ALLENERÀ L’AL ITTIFAQ. RANIERI: “NO ALLA NAZIONALE SCELTA MIGLIORE” -
Sono ore caldissime in casa Torino, con Marco Baroni che si trova a un passo dall'essere esonerato. Decisiva la sconfitta di oggi contro il Genoa per 3-0, con i granata che non sono praticamente mai stati in partita e che adesso si ritrovano completamente invischiati nella lotta per la salvezza.
D'Aversa pronto a subentrare.
Secondo quanto raccolto dalla redazione di TMW nelle prossime ore Urbano Cairo, patron del Toro, dovrebbe prendere la decisione definitiva per il cambio in panchina, con il club granata che avrebbe già avuto in contatto con Roberto D'Aversa, indiziato numero uno per sostituire lo stesso Baroni.
I dettagli del possibile contratto.
Se le indiscrezioni dovessero trovare la conferma ufficiale, con l'esonero prima e la scelta di D'Aversa poi, il nuovo tecnico firmerebbe almeno fino al termine della stagione, ma la sua speranza è quella di strappare un contratto con opzione per la prossima stagione, magari legata alla salvezza, obiettivo tutto da raggiungere per il Torino in questo finale di stagione.
Paolo Montero sarà il prossimo allenatore dell'Al Ittifaq. Il club degli Emirati Arabi Uniti ha deciso di voltare pagina e di affidarsi all'allenatore uruguagio dopo gli ultimi risultati negativi. Al termine della gara persa 3-1 in casa contro l'Al Arabi è arrivata la decisione della proprietà di dare il benservito al portoghese José Ricardo Pinto: decisivi gli ultimi risultati negativi che hanno fatto sprofondare la squadra di Dubai fino all'ultimo posto in classifica, a meno tre dal Masfut terzultimo.
Alla guida della Next Gen bianconera per parte della stagione 2024/25, Montero è ancora sotto contratto con la società torinese e oggi dovrebbe risolvere il contratto per poi firmare col suo nuovo club. Montero quest'oggi insieme al suo entourage sarà già a Dubai così da prendere contatto con la sua nuova realtà e poi, dopo la risoluzione, firmerà il contratto col suo nuovo club tra la serata di lunedì e la mattinata di martedì.
Ma che tipo di accordo firmerà Montero? Si tratta di un contratto valido fino al termine della stagione con opzione per quella successiva in caso di salvezza. L'Al Ittifaq che ha recentemente ingaggiato Mario Balotelli è di proprietà di quel Pietro Laterza che è anche presidente del ChievoVerona. In estate sbarcherà a Dubai anche Douglas Costa, oggi nel club di Verona, ma la priorità adesso è restare in seconda divisione e da lì la decisione di cambiare allenatore e di puntare su Montero. Se non ci saranno intoppi, l'esordio del nuovo allenatore avverrà giovedì in occasione della sfida contro l'Al Urooba valida per la 17esima giornata di campionato.
C’era stata la possibilità anche di allenare l’Italia per Claudio Ranieri. Una panchina che probabilmente gli avrebbe permesso di chiudere un cerchio e di consacrarlo nell’Olimpo dei più grandi allenatori italiani. Quando Luciano Spalletti si dimise dal ruolo di ct, uno dei primi nomi ad essere contattato fu proprio lui. Ma alla fine a prevalere fu l’impegno preso con la ‘sua’ Roma.
Ranieri si è raccontato ai microfoni del Messaggero, tornando anche su quella decisione lì: “È stato difficile nel senso che quale allenatore non vorrebbe allenare la Nazionale del proprio Paese? Ma, al tempo stesso, non è stato difficile perché sono sotto contratto con la Roma. Ci sarebbe stato un conflitto di interessi pazzesco. Un esempio: io sono il punto di riferimento dei Friedkin, c'è una partita della Nazionale, e la domenica dopo si gioca Roma-Napoli o Roma-Inter o Roma-Juve. E io non convoco nessun giocatore della Roma, oppure li convoco e non li faccio giocare, e mando in campo i giocatori dell'altra squadra. In Italia, cosa succederebbe? Un finimondo. Mi è sembrata la scelta più onesta”.
Il tecnico testaccino, inoltre, ha detto la sua anche sul calcio italiano e suoi suoi problemi: “Vedo due problemi. Il primo è che mancano i soldi. Non ce la facciamo a competere con le corazzate, soprattutto inglesi, che spendono 50-60 milioni per acquistare giocatori dai 16 ai 20 anni. Il secondo fattore è legato ai cicli. Gli olandesi non erano nessuno prima che uscissero fuori Cruyff e il calcio totale di Rinus Michels. Così l'Inghilterra, la Germania, la Spagna, la stessa Francia. Noi avevamo grandi campioni e avevamo il nostro gioco all'italiana, che mi sembra un po' troppo vituperato. Gli altri, quando devono difendere, non si fanno problemi a giocare all'italiana. Mentre qui è scoppiata la guerra tra giochisti e pragmatici”.
PSG, SCOPPIA IL CASO CHEVALIER. PARIS FC, CAMBIO DI ALLENATORE PER IMMOBILE E COMPAGNI. CR7 SPEGNE LE VOCI SUL FUTURO -
L’arrivo di Lucas Chevalier al Paris Saint-Germain la scorsa estate era stato accolto come un colpo ambizioso e strategico. Giunto per raccogliere l’eredità di Gianluigi Donnarumma, il giovane portiere formato al Lilla veniva considerato il futuro numero uno della Francia, dotato di piedi educati, personalità e leadership in campo. Le prime apparizioni, in particolare nella Supercoppa Europea contro il Tottenham, avevano confermato le aspettative: a 24 anni, Chevalier incarnava un progetto a medio termine per stabilizzare un ruolo spesso instabile nel PSG.
La realtà, però, si è fatta subito complicata. Una serie di errori tecnici, a volte decisivi, in gare importanti - come contro lo Sporting in Champions League - ha creato dubbi sull’affidabilità del portiere. Alcune incertezze e imprecisioni hanno messo in discussione il suo rendimento, mentre Matvey Safonov, inizialmente alternativa, ha saputo cogliere l’opportunità: solido, concentrato e continuo nelle prestazioni, il portiere russo ha conquistato il ruolo di titolare indiscusso, brillando anche in Coppa Intercontinentale contro il Flamengo.
Il problema per Chevalier non è solo tecnico, ma mentale. Secondo L’Équipe, Luis Enrique avrebbe notato fragilità emotive nelle partite ad alta intensità, in particolare legate alla tensione eccessiva e a una comunicazione "nervosa" con la difesa. A differenza di Safonov, che trasmette sicurezza, Chevalier sembra subire gli eventi, un limite pesante per un ruolo dove la stabilità psicologica è fondamentale. A pochi mesi dalla Coppa del Mondo 2026, questa mancanza di continuità e fiducia mette a rischio anche la sua presenza in nazionale.
Il Paris FC ha ufficializzato la fine della collaborazione con Stéphane Gilli, che lascia la guida della prima squadra. Una decisione che chiude un capitolo importante nella storia recente del club parigino. Arrivato nel 2023, Gilli ha avuto un ruolo determinante nel percorso di crescita della squadra. In due stagioni ha contribuito in maniera decisiva ai successi che hanno riportato il Paris FC in Ligue 1, traguardo storico che mancava da quasi cinquant’anni. Un ritorno nella massima serie che ha segnato una svolta per l’intero ambiente.
Il presidente Pierre Ferracci ha voluto rendere omaggio al tecnico uscente, sottolineandone professionalità, dedizione e qualità umane: secondo Ferracci, Gilli resterà nella memoria del club come l’allenatore che ha riportato il Paris FC nell’élite del calcio francese, grazie a lavoro instancabile, lealtà e grande senso di responsabilità.
Contestualmente, la società ha annunciato l’apertura di un nuovo ciclo tecnico con l’arrivo di Antoine Kombouaré, che assumerà ufficialmente l’incarico da domani. Allenatore di comprovata esperienza ai massimi livelli, Kombouaré è stato scelto per la sua capacità di strutturare gruppi competitivi e di ottenere risultati in contesti ambiziosi.
Le risposte arrivano dal campo e dalle parole. Dopo la doppietta nel netto 4-0 contro l’Al Hazm, Cristiano Ronaldo ha messo un punto alle speculazioni sul suo futuro, ribadendo il legame con l’Al Nassr e l’ambizione di continuare il percorso iniziato in Arabia Saudita.
Il successo ha proiettato la squadra allenata da Jorge Jesus in vetta alla Saudi Pro League, e l’attaccante portoghese ha scelto l’emittente Thmanyah per chiarire la sua posizione: “Sono molto felice. Come ho detto tante volte, appartengo all’Arabia Saudita”.
Ronaldo ha sottolineato anche l’aspetto personale: “È un Paese che ha accolto molto bene me, la mia famiglia e i miei amici. Sto bene qui e voglio restare”. Poi lo sguardo torna al campo e agli obiettivi: “La cosa più importante è continuare a lottare per il campionato. Siamo in testa, dobbiamo fare il nostro lavoro, vincere e mettere pressione agli avversari”.
Infine, il messaggio di fiducia: “Siamo sulla strada giusta, ci sentiamo bene e affrontiamo una partita alla volta. Siamo in forma, poi vedremo a fine stagione”.











