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Como, Fabregas: "Diao torna convocato, Baturina vediamo per l'Inter. Io duro con Caqueret"

Como, Fabregas: "Diao torna convocato, Baturina vediamo per l'Inter. Io duro con Caqueret"TUTTO mercato WEB
Yvonne Alessandro
Oggi alle 15:46Serie A
Yvonne Alessandro

14.43 - Il Como torna al Sinigaglia dopo Milan e Juventus, stavolta si troverà il Lecce di fronte per la 27ma giornata di Serie A. Cesc Fabregas, allenatore dei biancoblu, presenterà la sfida in conferenza stampa. L'inizio è fissato per le 14:45, salvo ritardi. Diretta testuale a cura di TMW.

14.58 - Inizia la conferenza stampa.

Come si prepara questa partita col Lecce?
"Con normalità. Adesso siamo in un momento più maturo, siamo più abituati a giocare contro squadre che giocano per la salvezza o che sono top. Mi aspetto un Lecce che verrà qua a competere bene, a prendere punti. Proveremo a fare tutto con umiltà e serenità, preparando la partita in un modo importante".

Messaggio dato a Vojvoda, cosa c'era scritto? Quanto è importante la comunicazione tra panchina e squadra in campo?
"Importantissima. Io da 5 minuti volevo dire una cosa a Da Cunha a Torino, in una partita emozionale e in uno stadio con tanto rumore, non riuscivo a trovare il momento per spiegare tanto bene questo momento. Era un salto per essere più aggressivo, Lucas stava rimanendo molto indietro, per fargli capire. Era una cazzata. Non arrivava la mia voce, lui giocava a sinistra. Al Sinigaglia è un po' più facile".

Preso più volte la multa per entrare in campo in ritardo.
"Non lo sapevo. Se mi sono allungato all'intervallo? Mi prendo 5-7 minuti per riflettere con lo staff, se si deve cambiare qualcosa, poi dopo vado dai ragazzi. Alcune volte la strada è più lunga, anche se a Torino non lo è. Abbiamo sbagliato il timing, ma i ragazzi hanno il messaggio chiaro".

Le assenze? Diao torna?
"Mi spiace molto per Jayden (Addai, ndr). È successo all'ultima palla dell'allenamento, Adrien ha fatto il cambio gioco e ha stoppato con il petto, ma quando è atterrato a terra Smolcic e Van der Brempt hanno sentito 'clack'. Notizia bruttissima, ragazzo di 20 anni che ha appena iniziato a giocare a calcio. Un ragazzo che stava dando tantissime cose, un tipo di giocatore che non esiste granché nel calcio moderno. Diao torna convocato domani, può giocare ma non dall'inizio. Con lui dobbiamo stare molto attenti. Anche Goldaniga ci sarà. Baturina non ce la fa per questa partita, vediamo se ci sono possibilità per martedì (contro l'Inter, ndr)".

Quanto è studiato il gol nel contropiede? E quanto è istinto del giocatore?
"È un mix. Nel calcio non esiste la stessa giocata. Fondamentale avere un'idea, passaggi in diagonale, sovrapposizione dentro e fuori, attaccare il secondo palo e sprintare. Offensivamente e difensivamente la transizione nel calcio è diventata importantissima. Penso che i ragazzi abbiano fatto un gol perfetto in contropiede. Sergi Roberto la prima palla che tocca fa un passaggio in diagonale che rompe tantissime linee, lo sprint di Da Cunha, la mentalità top di arrivare sul secondo palo. Lo alleniamo molto, nel nostro modello diventa una fase importante".

TMW - Mai usate due punte vere dal primo minuto. Come mai?
"Penso che un allenatore quando studia sappia già l'idea da apportare. Non abbiamo mai giocato dall'inizio così, è vero, tranne in B. Noi cerchiamo altre cose, in partita in corso d'opera sì però in questo momento non vedo la squadra con due punte vere".

Sergi Roberto, Caqueret e Da Cunha insieme... come li giudica?
"Laho sta iniziando a capire il modello, le dinamiche, il gioco, la struttura. Ma quando inizi a mettere tanti centrocampisti poi non hai nessuno, ma è importante avere gente fresca in quel ruolo là. Però penso che stiamo gestendo bene il minutaggio di Sergi Roberto, per non fare lo stesso errore di metterlo dal primo minuto, Perrone è ad un grandissimo livello, Caqueret sta giocando il suo livello... è importante ruotarli e metterli in campo con cognizione. Ci sono momenti diversi di stagione, tutto dipende dalla partita".

Se si dovesse giocare subito Cagliari-Como di sabato?
"Difficile da analizzare. Da settimane penso che il calendario si possa gestire in maniera diversa. Con la Fiorentina c'è la Coppa Italia, capisco, ma poi tra Milan e Juve... perché non dare riposo ad una squadra che non è costruita per giocare in Europa? Mi sembra brutto, alla fine sembra si parli di cose negative, tra arbitri e calendario. Ma penso che anche loro possano aiutare di più. Ma in queste situazioni ovvio che si possano pensare cose negative, se succede in settimane consecutive. Però pensiamo sempre in positivo noi, non che ci sia qualcuno dietro a creare la vita difficile al Como".

Nel weekend è stato il compleanno di Roberts. Come sta lavorando? E una panoramica sulla Primavera...
"Lui è un fuoriclasse. È stato qui ieri e oggi, parliamo spesso, è importantissimo in società. Per chi tiene tutta la Primavera, Under 17 e anche più basso. Per noi è molto importante, un uomo top. Gli vogliamo tutti molto bene, è sempre molto molto vicino a noi".

Il Como ha fatto vedere 5 versioni differenti di sé...
"Cambiare troppo per me è sempre un pericolo. Ma quanto più versatile sei, più pericoloso sei. Però c'è bisogno di tempo. Giocare con una linea a cinque oppure con un centrocampo a cinque, non si può fare tutto in un giorno. Per me la cosa più importante è convincere il giocatore, perché se non lo sono non andrà bene. E poi ognuno saprà tatticamente cosa debba fare. Nella palla persa con la Fiorentina non siamo stati bravi ad aggredire, ma dobbiamo essere bravi nel sapere chi siamo e come vogliamo saper fare le cose".

Il sistema di gioco per altri allenatori è sempre lo stesso invece...
"Quanta più stabilità hai, meglio è, più facile allenarsi così. Per me sarebbe più difficile se si dicesse 'giochiamola lunga oppure corta'. Principi fondamentali ma con alcuni dettagli alla struttura".

La partita di Torino per lei è stata una partita perfetta? Perché la Juve non ci ha capito molto...
"Si può leggere in tanti modi. Capisco quello che vuoi dire. Ti dà uno step in più a livello competitivo, sicuramente. Con Spalletti la Juventus gioca molto molto bene, ha avuto una svolta tremenda, ha giocato tanti minuti in 10 tra Inter e Galatasaray e ha dominato, anche se ha perso. Ha perso contro il Cagliari con 35 tiri in porta, come noi contro l'Atalanta, non sai cosa possa succedere. Però abbiamo trovato tantissime giocate, gestito la palla bene, noi avevamo capito come e dove poter far loro male. Poi è vero che la squadra ha gestito bene i momenti, quando abbassarsi un po' di più e quando aspettare. Ho fatto i complimenti ai ragazzi, alla fine mi è sembrato di essere di essere un po' bassi e invece eravamo medio-alti. Più merito nostro che demerito della Juve. Sono contento, ma non ci sono mai alibi. Ogni partita è diversa, alcuni ti aspettano a uomo o con blocco basso, ma hanno dimostrato cosa possono fare anche contro i più grandi. Con la mentalità di fare la partita e vincere. Mancano 3 mesi e vincere il più possibile. Il sogno si raggiunge solo guardando avanti".

Jesus Rodriguez è partito spesso in panchina.
"Non gli ho dato una strigliata. Lo puoi fare con un giocatore più grande ed esperto, ma questi ragazzi sono molto sensibili, sono arrivati dalla Spagna o dall'Olanda, alla prima o seconda stagione tra i professionisti. Alcune volte saranno in una forma incredibile, magari caleranno, ma è il mio lavoro gestirlo. Normale, succede a tutti, ma è un giocatore fondamentale. Tra Doku, Trossard, Yamal non è che in tutte le partite sono top, ma se ti aspetti che in tutte le partite facciano la differenza gli metti una pressione extra. Troverà il momento, lui farà bene, ma ha così tanti dribbling riusciti in Europa... alcune volte altre squadre marcano con una pressione superiore. La vita per chi vuole giocare o avere il passaggio in più. I giocatori si devono abituare, ma io sono molto tranquillo e farà bene sicuramente".

Baturina senza Nico Paz può giocare nella sua posizione?
"E poi che fai con Caqueret? Baturina stava giocando bene con la Juventus, avevamo preparato la partita con una struttura specifica. Un giocatore se fa bene in un ruolo e lo vuoi cambiare, a volte fa bene e altre no. Caqueret però non è da sottovalutare, perché magari uno è costato più dell'altro. Io sono stato ingiusto con lui, gli ho dato meno spazio di quello che avrebbe potuto avere. Ma tutti devono essere preparati per giocare".

Quindi Nico Paz finisce a sinistra?
"La cosa buona di Caqueret è che può giocare ovunque. Ma pensa che può giocare in 5 ruoli. Vojvoda in 4, Nico Paz anche a destra. Caqueret recupera palloni? Non con il duello, ma con intelligenza e posizione. Lui è sveglio. Ci sono giocatori ai quali devi parlare tutta la partita, ma Caqueret è molto preparato e sempre in movimento, dinamico".

Nico Paz difende di più? E hanno applaudito tanto Morata allo Stadium...
"Sì, meritato e ricordo che ha fatto una grandissima stagione con Tevez doppia punta. Alvaro è un ragazzo con un grandissimo cuore, a volte si sempre troppo responsabile di tutto quello che succede ma lo fa con grande stima e voglia. Io sarei più preoccupato se fosse stupido o in altre situazioni. Ho visto tanti giocatori massacrati se non fai bene una stagione, ma con un gol negli ultimi tre mesi ti cambia tutto. Gira tutto. Nico Paz? Non sono d'accordo. L'anno scorso sono stato molto duro con lui e con gli altri giocatori, per diventare top si deve difendere. Ma da febbraio-marzo dell'anno scorso ha avuto una crescita importante da questo aspetto, del suo aspetto difensivo non se ne può dubitare. Andare sempre contro i giocatori più forti a difendere non è facile, ma l'ha fatto. Sono contento della sua crescita su questo".

Vojvoda a Torino non giocava quasi mai. Qui è diventato un punto di forza straordinario...
"Di Mergim sono molto contento. Giocatore d'esperienza, umile, grandissima persona e compagno di squadra. È troppo competitivo, non vuole perdere niente. Prima della partita lui parla sempre, come Vigorito, fa tantissimo per la squadra. Può giocare meglio o peggio ma conta sempre l'atteggiamento di come si gioca. Come Strefezza: fa tutto bene, anche se non è un 10. Smolcic? Alcune volte non si riconosce il suo valore, per me è da Champions League. Con la Juventus ha giocato da trequartista 5 minuti e ha fatto tutto bene. Con Ludi e Suwarso comunque vediamo calcio nella stessa maniera".

Prima della Fiorentina aveva detto che fosse la gara più difficile. Anche prima dell'Inter è la stessa cosa con il Lecce?
"Siamo dentro un processo. Alcune volte ci sono alti e bassi, può succedere, però questo non vuol dire che io e lo staff dobbiamo sempre spingere per andare a vincere. Io sono tranquillo di quello che è successo con la Fiorentina, spero che abbiamo imparato qualcosa, ma si possono fare degli errori. E imparare da quello soprattutto. I ragazzi mi hanno dimostrato di essere grandi, reagire e capire le cose. Spero che domani avremo capito gli sbagli fatti".

L'Inter è uscita dalla Champions, può pesare martedì?
"Non mi importa di martedì in questo momento. Dobbiamo prendere i tre punti con questo focus dall'inizio".

Adesso la situazione è simile tra post-Napoli e post-Juventus...
"Io li vedo bene, ma è sempre il campo a parlare. Almeno stavolta abbiamo avuto una settimana per riposare, cambia questo. Però nessuno deve pensare a martedì, solamente a domani. Altrimenti bisognerebbe ripartire da zero. Provo sempre a stimolarli, a gestire determinate situazioni, ma vedo la squadra serena e mi aspetto il miglior Como possibile".

15.46 - Finisce la conferenza stampa.

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