Dodo, in 5 giornate è già successo di tutto: rinnovo difficile, ma Vanoli non gli chiude le porte
Titolare a sorpresa all'Olimpico, poi messo sul mercato e infine rimasto a Firenze dopo aver rifiutato tutte le offerte arrivate. La pausa per le Nazionali rappresenta un’occasione importante per Dodô, chiamato a lavorare il doppio degli altri per conquistare la fiducia di Paolo Vanoli e risalire nelle gerarchie della Fiorentina. Il futuro del terzino brasiliano resta del resto ancora tutto da scrivere: il suo contratto scadrà nel giugno 2027 e il mancato rinnovo ha alimentato ormai da mesi l'ipotesi della separazione. Il ds Paratici l'ha inserito tra i partenti e ha ascoltato tutte le proposte, ma alla fine la cessione non si è concretizzata. Né in Italia (Napoli, Roma, Inter) né al Nottingham Forest né all'Olympiacos né altrove.
Il messaggio di Dodô
Il brasiliano, dal canto suo, vuole tornare protagonista e convincere l'allenatore a puntare nuovamente su di lui. Un segnale è arrivato anche dai suoi social, dove nelle ultime ore ha pubblicato un messaggio significativo: "Non esiste una formula magica; l’ingrediente segreto per il successo è il duro lavoro". Parole che raccontano la volontà di reagire dopo un’estate complicata e di mettersi totalmente a disposizione, a prescindere da quello che sarà il futuro. In stagione Dodô ha raccolto finora 90 minuti nella sciagurata gara d’esordio contro la Roma e altri 45 in Coppa Italia contro il Pisa.
Vanoli non gli ha chiuso le porte
Vanoli non ha chiuso le porte a nessuno, neanche a lui: "Per me tutti i giocatori, specie quelli che conosco io, sono dentro il progetto. Magari sono cambiate le gerarchie e dovrà pedalare per trovare un posto. Ma io in vita mia non ho mai fatto fuori nessuno. Da quando sono qui Dodô si sta allenando benissimo: magari dovrà essere più bravo di altri per avere un posto in campo", ha dichiarato sulla situazione specifica dell'ex Shakhtar. Detto altrimenti: Dodô parte dietro a Alex Jimenez e Joao Mario sulla fascia destra, ma potrà comunque giocarsela coi compagni. E anche il discorso rinnovo potrebbe passare così dalle sue prestazioni, a meno che il classe 1998 di non decida di arrivare alla scadenza per scegliere la sua nuova società a parametro zero.






