Elezioni AIA, il candidato presidente Pisacreta: "Niente compromessi né promesse"
Terzo candidato alla presidenza dell'AIA nelle elezioni di sabato 10 ottobre, Narciso Pisacreta racconta al Corriere dello Sport di aver cercato senza successo una soluzione unitaria: "Era il mio obiettivo, ci ho provato. Ho chiamato presidenti e vice dal 2021 in poi e ho proposto la mia candidatura. Non è stato possibile". E respinge l'ipotesi che dovesse essere lui a ritirarsi: "Un passo indietro? Ne ho fatti dieci, da 5 anni e mezzo ho osservato. Ma non si poteva più". Pisacreta rivendica inoltre una campagna senza accordi legati al voto: "In tutte e 20 le regioni ho detto: prometto di non promettere, io e la nostra squadra ce lo siamo imposto. Non ho accettato compromessi".
Pisacreta: "Riformare i regolamenti e costruire un'AIA forte e autonoma"
Il programma parte dalla formazione e da una profonda revisione dell'organizzazione: "Tecnica arbitrale in sezione ma anche grazie a nuove app in via di definizione, i ragazzi hanno tutti il cellulare in mano; riformare i regolamenti, AIA e associativi". Pisacreta propone di "semplificare e ottimizzare", anche eliminando le CON e ridisegnando la CAI. Centrale soprattutto il tema dell'indipendenza: "Autonomia economica, tecnica, organizzativa: un'AIA forte e autonoma rende più forte Figc e Leghe". Sul professionismo precisa: "Gli arbitri ad oggi sono professionali, come comportamento e come impegno. Qualsiasi novità l'AIA deve essere protagonista. Anche accantonando qualcosa per fine arbitraggio".
Dalla violenza al VAR: "La centralità dell'arbitro deve esserci"
Tra le priorità c'è anche la tutela dei giovani direttori di gara: "Debellare la violenza: bene le sanzioni, corretto adeguarle", ma per Pisacreta serve anche "un accordo con le Leghe, un responsabile della sicurezza dell'arbitro in tutte le categorie". Il candidato chiede inoltre rimborsi più rapidi e adeguati e una revisione del doppio tesseramento. Sulla tecnologia non mostra chiusure, ponendo però un limite preciso: "Non si può farne a meno ma la centralità dell'arbitro deve esserci. VAR solo davanti al chiaro ed evidente errore". Infine spiega perché ritiene che la sua lista possa imporsi sabato: "Abbiamo una proposta credibile, siamo dirigenti diversi rispetto a quelli del passato, che hanno portato l'AIA a questo punto. Siamo la speranza dell'AIA".
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