Equilibrio e idee chiare. Paolo Vanoli è cresciuto, ora tocca alla Fiorentina
Da Vanoli a Grosso e da Grosso a Vanoli. Il multiverso Fiorentina ha regalato in pochissimi mesi una girandola di annunci impossibile anche soltanto da immaginare al termine della passata (e travagliata) stagione. Archiviata la negativa esperienza di Fabio Grosso (per usare un eufemismo), dunque, il presente strizza l'occhio al passato recente per provare a ripartire. E qualcosa è cambiato subito.
È un nuovo Vanoli
Paolo Vanoli, 54 anni e tanta esperienza sia da calciatore che da allenatore, si è gettato nuovamente nel mondo viola come forse ben pochi altri avrebbero avuto il coraggio di fare. E per questo è stato subito premiato. Con quattro punti in due gare, certo. Con una vittoria in Coppa Italia, certo. Con un Mastantuono rinvigorito, certo. Perfino con una difesa più solida, altrettanto vero. Ma il vero cambiamento della gestione Vanoli va ben oltre il rettangolo di gioco. Lo si vede nelle parole, nei gesti, nelle intenzioni. Prima di una partita, dopo una prestazione, nello spiegare un concetto, nel difendere un'idea. Lo diciamo senza timore alcuno: sembra un altro Vanoli. Sganciato dall'opprimente salvezza da raggiungere (anno scorso) e voglioso adesso di fare qualcosa di nuovo. Per la Fiorentina, ma anche per se stesso. In quello che può essere un percorso condiviso di crescita: cresce la squadra, cresce la percezione nei confronti di un allenatore che molti (troppi) hanno normalizzato. Eppure, Vanoli sa come si allena i grandi giocatori, sa come si compete ad alto livello (lui che ha fatto parte degli staff di Conte). Le idee sono chiare e la voglia di dimostrare è tante. Ecco perché, dopo una evidente crescita nella gestione dell'extra campo, è lecito aspettarsi anche un graduale miglioramento della Fiorentina in campionato.
Parole d'ordine: equilibrio
Del resto, il gruppo è con lui. Lo si è capito dalle parole di Fagioli dopo il Venezia: alla squadra serviva una scossa. Che è arrivata con Vanoli, pian piano sempre più guida concreta di un gruppo di giovani ragazzi di valore. Il tutto, al netto di alti e bassi che come sempre non risparmiano nessuno durante la stagione. Ci saranno anche per la Fiorentina, con il rammarico - per quanto riguarda Vanoli - di non aver potuto cominciare a lavorare secondo gli standard, bensì con tempistiche più brevi. Da qui, il tanto citato "equilibrio" dell'allenatore viola. Che tiene fuori Oulai, ad esempio, ma soltanto per raggiungere step by step la sua idea di gioco. Che vedrà protagonisti tutti, Oulai compreso.






