Faggiano su Kayode: "I rimpianti ci sono, ma i soldi restano. La Fiorentina è da primi posti"
Daniele Faggiano è stato ospite questa mattina di Radio FirenzeViola, intervenendo nel corso della trasmissione "Chi si compra?". Il direttore sportivo della Salernitana ha affrontato diversi temi legati al calcio italiano, soffermandosi in particolare sulla crescita di giovani talenti, sulla Nazionale e sul momento della Fiorentina. Non sono mancate anche alcune considerazioni su Fagioli, Kayode e sulle difficoltà incontrate da Fabio Grosso. Di seguito le sue dichiarazioni principali.
Le parole di Faggiano
Su Kayode e i giovani talenti: "La mia carriera è stata incentrata soprattutto su questi giocatori, quelli che arrivano dall'Eccellenza e dalle categorie inferiori. Un mio maestro, Perinetti, mi ha sempre insegnato: 'Vendi, incassa e riparti'. Io magari non l'avrei ceduto in quel momento, però poi è andato al Brentford e hanno incassato 18 milioni. I rimpianti ci saranno sempre, però i soldi rimangono. Se non l'avesse fatto, magari nella sua carriera non sarebbe arrivato in Nazionale. Anch'io ho il rimpianto di non aver preso diversi giocatori che avrei voluto portare dalla Serie C o dalla Serie D nelle categorie superiori".
Su Fagioli in Nazionale: "Dipende anche da lui, dalla continuità che avrà. Dipende da lui e dipende dall'allenatore. Fagioli ha fatto delle cavolate da giovane, ma sono cose che fanno tutti i calciatori quando pensano che tutto sia possibile. Li capisco, non li giustifico, però succede".
Sulla Fiorentina: "Bisogna guardare sempre avanti, però ogni tanto bisogna anche guardare indietro. L'anno scorso si è avuta paura per la Fiorentina e per il mio amico Vanoli, per cui per me non è semplice adesso andare troppo avanti con le aspettative, né essere troppo pessimisti o troppo ottimisti. È normale che, lavorando a Firenze, ci si aspettasse una partenza diversa. È successo e può succedere in tutte le squadre e in tutte le situazioni. Facendo quel mercato non ci si aspettava una situazione del genere, però secondo me la Fiorentina ha giocatori per stare tranquilla, raggiungere una salvezza senza particolari problemi e può anche arrivare tra le prime. Secondo me, però, la cosa più importante è lavorare per il futuro e cercare di costruire una situazione come quella del Como".
Su Grosso: "Mi aspettavo che facesse bene. È normale che poi ci sia un giudizio dopo quello che è stato fatto. Ognuno di noi ha il proprio modo di lavorare. Forse bisogna conoscere anche la piazza, ma non parlo di Grosso perché non la conoscesse. Io parlo delle piazze che conosco poco o niente. Nel mio caso ho lavorato in categorie e piazze importanti e grosse, però può succedere di sbagliare. E non dipende soltanto dall'allenatore: conta anche l'approccio che hanno avuto i giocatori nei confronti dell'allenatore. Non è colpa solo di una persona".
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