Farioli: "Avevamo studiato 5 scenari per affrontare il Napoli. Veiga in campo con la febbre"
Il Porto di Francesco Farioli supera il Napoli e conquista una vittoria importante nel proprio percorso in Champions League. Al termine della partita, il tecnico italiano ha analizzato la prestazione dei suoi, soffermandosi sull'importanza del pubblico dell'Estádio do Dragão, sull'impatto delle sostituzioni e sulle scelte tattiche che hanno deciso la sfida. Non sono mancati anche alcuni passaggi dedicati al calcio italiano, con parole di grande stima per Spalletti, Allegri e Alvini, oltre a un elogio particolare per Gabri Veiga, protagonista di una prestazione nonostante la febbre. Ecco tutte le dichiarazioni dell'allenatore dei Dragoes nel post-partita.
La conferenza stampa integrale di Farioli
Quanto è stata importante l'atmosfera dello stadio Do Dragão per la vittoria?
"La partita è stata esigente. Ci sono stati diversi momenti nei quali abbiamo dovuto essere molto energici e coraggiosi, soprattutto quando abbiamo dovuto andare a recuperare il pallone. Il Napoli ha fatto pressione e avevamo comunque 50.000 persone con la giusta mentalità e il giusto spirito. Questo ci ha sicuramente aiutato a offrire la prestazione che abbiamo avuto".
Dopo un inizio difficile in Champions League, quanto conta questa vittoria per il Porto?
"È stato importante cominciare a fare punti. Sappiamo qual è la storia del club, quali sono le esigenze e quali i risultati attesi. Possiamo dire qualsiasi cosa sulla squadra del Porto, ma non si può certo parlare di mancanza di volontà, perché ogni tre giorni la squadra arriva con il giusto spirito e la giusta motivazione. Quando si gioca una partita ci sono sempre diversi tipi di avversari e non si è sempre nella propria migliore condizione, specialmente a questi livelli, dove la pressione è molto alta. Oggi abbiamo segnato molti gol, ma abbiamo già disputato altre partite nelle quali avremmo potuto realizzare molto di più. Questa è la Champions League. Dobbiamo imparare e lo facciamo sulla nostra pelle, ma intanto ci prendiamo i tre punti conquistati contro un eccellente avversario, due volte campione d'Italia negli ultimi quattro anni, e continuiamo il nostro percorso con le ultime quattro partite rimaste, cercando di qualificarci e conquistare più punti possibile per il prossimo turno".
Quanto è stato importante il controllo del centrocampo e quanto hanno inciso le sostituzioni?
"Il risultato ha cambiato la prospettiva e il livello di difficoltà della partita. Il modo in cui il Napoli l'ha preparata è stato sensazionale, perché ci ha posto molti ostacoli. Siamo una squadra che vuole giocare, quindi l'interpretazione e il coraggio dei ragazzi in campo sono stati fantastici e ci hanno permesso di avere sempre la sensazione di controllare il gioco. Tutto questo richiede molto ai nostri ragazzi in termini di comunicazione e comprensione reciproca. Sono stati bravissimi, sia nel possesso palla sia nella verticalizzazione, soprattutto nel secondo tempo. Come avete sottolineato, l'impatto delle sostituzioni è stato fondamentale. Ancora una volta alcuni giocatori hanno dovuto giocare fuori posizione, come per esempio Jimenez, ma hanno contribuito tantissimo alla vittoria".
Quanto conta aver vinto con tre gol di scarto? Come avete preparato la partita considerando le assenze del Napoli?
"In questa competizione ogni punto conta, così come ogni gol. Ci sono reti che possono fare la differenza e lo vediamo in Champions League, Europa League e Conference League. Vincere stasera con tre gol di scarto è sicuramente importante e ci aiuta ad avanzare nella competizione. Per quanto riguarda il resto, penso che la prestazione dei ragazzi sia stata eccellente. Prima di tutto non sapevamo cosa avrebbe fatto il Napoli. In questi tre giorni abbiamo preparato circa cinque scenari possibili e stasera abbiamo visto giocatori che non ci aspettavamo di trovare in campo, sia nella formazione iniziale sia durante la partita. I nostri ragazzi hanno reagito molto bene e hanno mostrato grande coraggio: questo ha fatto davvero la differenza".
Che impressione ha avuto del Napoli, una squadra così forte che attraversa un momento difficile?
"Senza togliere meriti alla mia squadra, credo che il Napoli, dal mio punto di vista, abbia preparato la partita in maniera molto intelligente. Quando ho visto la formazione abbiamo iniziato a ragionare su come potessero combinarsi i giocatori e su cosa avrebbero potuto creare. La prima lettura è stata quella di una scelta strategica molto ben pensata. Nei pochi minuti a disposizione prima dell'inizio della partita abbiamo cercato di apportare qualche aggiustamento rispetto alle nuove dinamiche, con l'ingresso di De Bruyne da sottopunta. Secondo me abbiamo gestito bene la gara, siamo stati bravi e abbiamo messo in campo tanta energia, che era sicuramente importante. Nel secondo tempo siamo venuti fuori soprattutto dal punto di vista della condizione fisica e del ritmo".
Anche i cambi hanno fatto la differenza?
"Sicuramente chi è entrato ha contribuito a mantenere e ad alzare il ritmo. È una costante per noi ed è qualcosa in cui credo molto. Sono grato di avere un gruppo che, anche quando chiedo ad alcuni giocatori importanti come Fofana e Gimenez di giocare fuori ruolo, mostra questo tipo di determinazione e spirito, mettendosi a disposizione della squadra".
Il calcio italiano sta attraversando un momento difficile. Anche la scuola degli allenatori italiani è in crisi?
"Penso che il calcio di oggi sia difficile da racchiudere entro confini, considerando quanto velocemente circolino le informazioni e quanto sia facile imparare e confrontarsi con altre realtà. Da tanti anni lavoro all'estero, quindi sinceramente seguo la Serie A da tifoso e da osservatore esterno. Alcune dinamiche sicuramente le conoscete meglio di me e non credo sia corretto sbilanciarmi su questioni delle quali non ho una conoscenza approfondita".
È un momento difficile per alcuni allenatori toscani della vecchia scuola, come Spalletti, Sarri e Allegri, mentre altri, come lei e Alvini, stanno facendo bene. C'è una nuova generazione di tecnici?
"Mi risulta ancora una volta difficile rispondere, perché facciamo un lavoro bellissimo quando i risultati vanno bene e difficilissimo quando, per un paio di partite, la palla non entra. Ha menzionato mister Spalletti e mister Allegri, che sono due dei massimi riferimenti del calcio italiano: allenatori che hanno vinto, portato innovazione e introdotto un modo particolare di interpretare tutto ciò che riguarda il ruolo dell'allenatore. Ho un rispetto enorme per loro, per quello che hanno fatto e per quello che continuano a fare. Per quanto riguarda invece quello che sta facendo mister Alvini, credo sia assolutamente incredibile, per lo spirito che ha la sua squadra, per come gioca e per i risultati che sta ottenendo. Tanti anni fa andavo a vedere i suoi allenamenti quando era al Tuttocuoio, a pochi chilometri da casa mia. Ha sempre avuto una grande energia e una grande passione. Mi ha aperto un paio di volte le porte del suo centro sportivo per farmi assistere agli allenamenti, quando ancora non pensavo di fare l'allenatore. Il suo modo di fare calcio è molto contagioso per l'energia e la passione che trasmette in tutto quello che fa".
Dopo il pareggio del Napoli, cosa ha detto alla squadra per invertire la rotta e approfittare delle difficoltà degli azzurri?
"Sinceramente, all'intervallo ho chiesto soltanto di continuare a fare le cose con la stessa fiducia e determinazione che avevamo mostrato nei primi 35 minuti di partita. E così è stato: con intensità, ritmo e coraggio. Alla lunga penso che abbiamo meritato sicuramente la vittoria e grande merito va ai ragazzi per quello che hanno messo in campo nell'arco dei 90 minuti".
Gabri Veiga è stato impressionante. Come si comporta in allenamento e dove lo immagina tra cinque anni?
"Oggi ha giocato con la febbre. Stamattina, durante una delle ultime riunioni, è arrivato con il volto pallido perché durante la notte non aveva dormito. Quando è uscito gli ho detto che sarebbe bello avere questo virus a ogni partita. È un giocatore dotato di un'intelligenza enorme, un ragazzo che riconosce i momenti della gara, le situazioni di gioco e quello che deve fare. Oltre alla grande capacità di leggere il gioco e alla qualità tecnica, aggiunge qualcosa di speciale per un centrocampista: una fisicità straripante, sia in termini di volume sia di esplosività. Per me è un giocatore completo, che ha ancora davanti a sé margini di miglioramento enormi, soprattutto sul piano della continuità. È un aspetto sul quale quest'anno è già cresciuto molto. È un ragazzo che, considerando tutto il suo percorso di vita, ha ancora tanta voglia di fare e di fare bene. Oggi ce lo godiamo, poi tra cinque anni chissà".
In Italia si fa fatica a dare opportunità ad allenatori come lei. Si sente pronto per una grande squadra di Serie A?
"A volte le opportunità non si danno e altre volte non si prendono. Ci sono situazioni e momenti. Quando lei parla di una big, negli ultimi due anni e mezzo ho lavorato in due club che hanno i musei pieni di trofei nazionali e internazionali. Quando si gioca davanti a 50.000 persone tutte le domeniche per vincere, rappresentando un club di questa dimensione e tradizione, è già qualcosa di importante. Come ho detto prima in una flash interview, quando si trovano soprattutto persone con cui lavorare insieme, così come è successo qui a Porto, diventa difficile guardare altrove. Io sono veramente felice qui. Non sono frasi di circostanza, ma è la realtà. Sono felice di lavorare con questo gruppo di ragazzi straordinario e soprattutto con le persone che rappresentano questo club, che vivono per questo club, che fanno di tutto per questa società e che, davanti alle difficoltà, cercano di essere creativi per trovare le soluzioni giuste. Questo, fino a ora, è stato uno dei nostri punti di forza. La stagione è ancora lunga, abbiamo tante partite da giocare in campionato e nelle varie coppe, quindi testa bassa e pedalare".






