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Il prof. Castellacci sull'infortunio di Gudmundsson: "Possiamo escludere un lungo stop"

Il prof. Castellacci sull'infortunio di Gudmundsson: "Possiamo escludere un lungo stop"TUTTO mercato WEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Daniele Najjar
ieri alle 16:30Serie A
Daniele Najjar

Il Professor Enrico Castellacci, Presidente Nazionale dell'Associazione Medici del Calcio Italiani e medico della Nazionale Italiana tra il 2004 e il 2018, nel corso dell'intervista rilasciata a TuttoMercatoWeb.com ha detto la sua in merito ad alcuni infortuni dei calciatori di Serie A, a partire da Albert Gudmundsson.

Il referto su Gudmundsson della Fiorentina esclude lesioni capsulo-ligamentose acute a carico della caviglia sinistra. Un suo parere?
"Che non ci siano lesioni capsulari né ligamentose è un buon segno. Nella distorsione alla caviglia il problema grosso è quando si ha una distrazione o una lesione vera e propria dei legamenti. Questo referto ci permette di escludere una lunga assenza dai campi".

L'unica via è un turnover massiccio come quello che prova a fare Chivu?
"Non c'è dubbio. Il fatto stesso che le rose siano cresciute e che si possano fare più cambi ha agevolato tutto ciò. Chiaramente se ne hai la possibilità e non hai un grande numero di infortunati il turnover è intelligente ed è qualcosa che ogni allenatore dovrebbe tendere a fare. L'importante è avere i giocatori. L'Inter per sua fortuna non sta avendo tutti gli infortuni che stiamo vedendo nel Napoli".

Per McTominay si è parlato di riacutizzazione dell'infiammazione della zona del tendine che va dal gluteo destro all'ischiocrurale. Non c'è da preoccuparsi?
"Non direi così. Vado per suggestione non conoscendo la situazione del giocatore e non ho visto le risonanze, ma se ha una tendinopatia cronica, quindi un tendine infiammato cronicamente dove si intaccano gli ischiocrurali, chiaramente appena c'è un po' di stanchezza o un po' di sovraccarico, l'infiammazione si ripresenta. Costringendo il giocatore a fermarsi di nuovo. Il discorso è: se hai una rosa tale da permetterti dei cambi il giocatore che ha una tendinopatia cronica lo puoi gestire meglio, altrimenti sei costretto a farlo giocare in una situazione borderline e può succedere quello che è successo a lui".

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