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Inter, Diouf: "Faremo di tutto per vincere il derby. La Francia mi ha dato uno status diverso"

Alessio Del Lungo
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Alessio Del Lungo
Oggi alle 13:30Serie A
30.10.2026 13:30Serie A
L'esterno nerazzurro parla così: "Un anno fa non avrei creduto di essere titolare all'Inter e convocato in Nazionale un anno fa".
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di www.imagephotoagency.it

Andy Diouf ha parlato così del momento che sta vivendo ai microfoni di DAZN France: "Non necessariamente avrei creduto di essere titolare all'Inter come esterno destro e convocato in Nazionale un anno fa. Nel calcio cambia tutto molto in fretta, sono davvero contento. di questo inizio di stagione".

Come ha reagito alla convocazione in Nazionale?
"Ero in aereo, dovevamo giocare contro la Roma, ho visto la notizia quando siamo atterrati e i miei compagni me l'hanno mostrata e si sono congratulati con me. Zidane è molto vicino ai suoi giocatori, fa un certo effetto averlo come coach. Rappresenta qualcosa di importante per tutti, è stato gentile, mi ha detto che era contento di vedermi e che adesso dovevo mostrare le mie qualità e giocare senza pressione".

Quando è stato il primo confronto con il ct?
"Durante il primo o secondo allenamento mi ha detto che aveva visto cose buone da parte mia sulla fascia destra all'Inter, ma che avrebbe voluto provare a schierarmi a sinistra. Per il resto è andata molto bene, c'erano diversi nuovi arrivati, molti giovani della mia generazione, e anche parecchi del Rennes. Questo aiuta, ci conosciamo quasi tutti, ci siamo incrociati in campo e con altri magari in U21. Ho tanti amici, penso a Camavinga, Doue, Jacquet, Kone...".

Che bilancio fa delle sue prime partite con la Francia?
"Il percorso di apprendimento è lungo, bisognma essere seri e concentrati, mi porto dietro molte cose positive".

Le ha dato qualcosa in più stare con la Francia?
"Certo, è uno status diverso, ti dà più fiducia, mi dà voglia di fare ancora di più per la squadra per conquistare un ruolo più importante e continuare a esseere convocato. Anche i miei erano sorpresi, però oggi sono molto contento di esprirmermi in campo".

Aveva mai giocato in quel ruolo?
"Non avevo mai giocato sulla fascia, ma ho fatto diversi ruoli a centrocampo, al Lens ho giocato anche davanti, non mi faccio troppi problemi, so di avere le qualità per giocare lì".

Com'è andata all'inizio da esterno?
"Essendo un ruolo nuovo, l'allenatore mi seguiva durante le sedute e non esita a darmi consigli. Era il ruolo in cui potevo trovare spazio e avere la possibilità di esprimermi, ripeto, ricordo di essere entrato bene nel derby e questo mi ha dato fiducia".

Da mancino è più difficile giocare a destra?
"Per me è un punto di forza perché penso che per gli avversari sia più difficile difendere contro più opzioni. Posso accentrarmi e dialogare, andare sul fondo e crossare, cerco di adattarmi e mostrare le mie qualità. Mi sento più a mio agio perché ormai ci lavoro tutte le sedute, mi ritrovo spesso lì e mi aiuta ad avere i riferimenti. Con la palla è più facile fare un uno contro uno a destra che a sinistra".

Cosa la rende migliore oggi?
"Ho imparato tantissime cose, questi ruoli mi aiutano perché prima ero un centrocampista offensivo e avevo margine di miglioramenti sulla fase difensiva, ora inoltre posso mettere in mostrale mie qualità tecniche e creare occasioni, mi tocca inventare qualcosa, mentre a centrocampo avevo meno spazio. Sono felice finché posso fare quello che amo, giocare. Ho bisogno di essere in campo".

I primi mesi all'Inter ha giocato poco. Perché?
"Semplicemente perché cambia tutto, campionato, lingua... Tanti aspetti che non si vedono subito. Sono arrivato in un periodo in cui il mercato stava per chiudere, non ho fatto la preparazione, mi sono ritrovato in campo senza riferimenti, è stato un po' complicato, ma bisogna mantenere la calma, lavorare e non perdere la fiducia. In Italia si fanno cose a cui non ero abituato, ma è positivo uscire dalla zona comfort".

Il passato degli allenatori conta?
"Certo, assolutamente. Cambia molto, quando ci trasmettono un messaggio, noi ascoltiamo sempre, ma se lo hai fatto in campo forse arriva più facilmente. Quando lavoriamo sulle conclusioni, se partecipano Chivu o Zidane aggiungono qualcosa".

Com'è giocare a San Siro?
"Per abituarsi servono alcune partite, ma è incredibile. Sembra tutto enorme, è tutto diverso, è il sogno che avevo da bambino".

Tra pochi giorni c'è il derby.
"Non ho ancora vinto un derby, conta quello. Rappresenta qualcosa di molto importante per i nostri tifosi, faremo di tutto per riuscirci".

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