Juve, e se tornasse Thiago Motta? È sotto contratto e ha già messo i giocatori al muro
TMWPer ora, in casa Juventus, non si parla ancora di un futuro senza Luciano Spalletti. Il tecnico di Certaldo è l’allenatore bianconero, lo sarà durante il ritiro e la dirigenza continua a difenderne il lavoro, ma i risultati delle prossime settimane inevitabilmente peseranno sulle valutazioni. Se la situazione dovesse precipitare, però, il club si troverebbe davanti a un bivio non semplice: provare a convincere subito un tecnico di primissimo livello oppure affidarsi a una soluzione temporanea fino a giugno. Ed è proprio in questo secondo scenario che avrebbe senso far tornare d’attualità un nome oggi apparentemente fuori dai radar: Thiago Motta.
Motta conosce già tutto, anche i problemi
L’ex tecnico bianconero è ancora sotto contratto con la Juventus e conosce già ambiente, rosa e dinamiche interne. La sua esperienza a Torino si è chiusa male, ma molti dei problemi che aveva evidenziato durante la propria gestione sono ancora lì. Motta aveva già messo diversi giocatori davanti alle proprie responsabilità, senza nascondere carenze tecniche e caratteriali che oggi continuano a emergere. Per questo, se la società decidesse di interrompere il rapporto con Spalletti senza riuscire ad arrivare ad Antonio Conte - o senza decidere di richiamarlo -, il suo ritorno avrebbe almeno una logica tecnica ed economica. Non sarebbe una scelta semplice da sostenere, né una soluzione priva di rischi, ma avrebbe probabilmente più senso rispetto a un allenatore chiamato soltanto per traghettare la squadra fino al termine della stagione.
C’è poi il tema dell’estate. Se la Juventus non dovesse chiamare Conte - o un altro big nell'immediato - e volesse davvero puntare su Simone Inzaghi a partire da giugno, allora il problema diventerebbe trovare una soluzione credibile per i mesi precedenti. Un tecnico esterno avrebbe bisogno di tempo per conoscere squadra, struttura e dinamiche interne, senza la garanzia di lasciare qualcosa in eredità. Motta, invece, partirebbe con un vantaggio evidente: sa già dove mettere le mani e quali giocatori possono reggere determinate richieste. Non significa che sarebbe la scelta giusta in assoluto. Ma, in uno scenario di emergenza, sarebbe quantomeno da prendere in considerazione.






