Kane ha vinto una corsa mai così incerta: la dispersione dei voti ha premiato il più continuo
TMWMai come stavolta, la dispersione è risultata un fattore determinante per l'assegnazione del Pallone d’Oro. In una stagione che non ha avuto un dominatore assoluto, tutti i candidati alla vittoria hanno presentato argomenti fortissimi ma anche qualche elemento di debolezza. Alla fine, la continuità di Harry Kane ha avuto la meglio sui "picchi" raggiunti dagli altri concorrenti.
Kane vince senza Mondiale e Champions
Il centravanti inglese non aveva il Mondiale né la Champions League dalla sua parte, due trofei che spesso hanno indirizzato il voto finale, ma è stato il giocatore più costante per rendimento complessivo. Kane ha segnato 73 reti, conquistando la Scarpa d'Oro e trascinando il Bayern Monaco alla conquista della Bundesliga, della Coppa di Germania e della Supercoppa tedesca. Una stagione senza grandi pause, costruita partita dopo partita e culminata con il terzo posto al Mondiale.
La concorrenza disperde i voti, vince il più continuo
Sulla concorrenza, invece, il giudizio è meno unanime. Kylian Mbappé aveva dalla sua il record storico ai Mondiali, dove è diventato il miglior marcatore di sempre della competizione, ma non ha portato a casa nulla, né con il club né con la Francia. Lamine Yamal ha vinto quasi tutto con il Barcellona e la Spagna, ma al Mondiale non è stato determinante e si è lasciato sfuggire la Champions. Kvicha Kvaratskhelia, considerato da molti il miglior giocatore della stagione europea, ha pagato invece l’assenza dalla Coppa del Mondo.
In una corsa così equilibrata, nessuno è riuscito a raccogliere tutti gli elementi decisivi per convincere la maggioranza dei giurati. I voti si sono distribuiti tra chi aveva i numeri, chi aveva i trofei e chi aveva brillato nei momenti più importanti. A vincere, alla fine, è stato colui che ha meglio rappresentato i tre criteri di assegnazione.






