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L’Inter alla prova del Bayern Monaco, il modello che non è un modello

Ivan Cardia
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Ivan Cardia
mercoledì 7 settembre 2022, 11:30Serie A
07.09.2022 11:30Serie A
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Esterofili come siamo, nei momenti di difficoltà andiamo a cercarci da qualche altra parte un modello. Ora che in Italia mancano soldi e idee - a parte qualche grande eccezione, vedasi il Milan - da anni l'ideale è la Bundesliga. Anche perché gli altri grandi campionati sono improponibili: la Premier è più un miraggio che un modello, in Spagna vincono solo Real e Barça. Cioè le stesse che vincono da settant'anni, peraltro con qualche leggerissimo problemi di debiti. Quanto al PSG, se piovono i soldi da uno Stato sovrano diventa tutto leggermente più facile.

Questa sera a San Siro c'è il Bayern Monaco, IL modello. Bilanci in ordine: da quasi trent'anni a Monaco di Baviera non sanno neanche cosa sia, il colore rosso. Spese sì, ma neanche folli: partito Lewandowski, nessuno è andato a bussare alle porte della Juventus per Vlahovic, dell'Inter per Lautaro, di nessuna squadra che avesse un giocatore da 100 milioni in su da vendere. Trofei: il Bayern vince regolarmente in campionato e di tanto in tanto - spesso - riesce pure a piazzare la zampata Champions. Partecipazione dei tifosi: all'Inter e ai suoi sostenitori VIP, InterSPAC, la regola del 50+1 (in Bundesliga la maggioranza del club deve essere diffusa, fatte roboanti eccezioni tipo Wolfsburg o Bayer) prevista in Germania sembra bella come l'El Dorado. Insomma, per chi ha passato l'estate a scongiurare la cessione di Skriniar e ora si trova pure davanti una delle formazioni migliori d'Europa, parlare di modello non sembra poi così fuori luogo. E non abbiamo neanche menzionato lo stadio di proprietà.

Ma non è un modello. Partiamo dall'azionariato diffuso. In Italia non ha mai davvero attecchito, in Germania è pressoché obbligatori. Poi ci sono i ma, da prendere in considerazione: in Italia qualcuno ci ha davvero provato? Ironie a parte, di Cottarelli&Co non si parla neanche più da mesi. In Germania è seguito rigorosamente? Insomma, lo stesso Bayern ha fra i suoi "tifosi" diversi sponsor piuttosto ricchi. Lo stadio: non dipende dalle nostre società, la Juve ha impiegato vent'anni ad averne uno di proprietà. Si deve muovere la politica, altrimenti campa cavallo. I bilanci in ordine: facile, se bullizzi il campionato. La Bundesliga, a meno di sorprese molto occasionali, è territorio di caccia del Bayern Monaco. Vince il campionato e cannibalizza i giocatori delle altre squadre. Che sono più competitive di quelle francesi, per carità, ma poi ad arrivare prime ci vanno vicine tanto quanto il Nizza o il Marsiglia. Viste tutte queste differenze, può il Bayern essere davvero un modello? Sarebbe bello, per certi versi. Molto meno, sotto altri profili. E dipende tanto, troppo, dal contesto per dire che vada bene ovunque. Il Bayern, a ben vedere, è a livello di club tutto ciò verso cui convoglia il calcio tedesco. Chi altri ha vinto qualcosa, o è competitivo in Champions? Dalla Bundes, nessun’altra società. E se si accetta il modello, bisogna accettarne le conseguenze onnivore di speranze e ambizioni degli altri club.

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