Marcio Amoroso: "Oggi farei 30 gol. Udine? Calori mi appese al muro, fu la svolta"
Marcio Amoroso oggi gestisce 5 aziende diverse dal Brasile, ma un tempo ha giocato con la maglia dell'Udinese, squadra che è stata il suo primo amore, come ammette in un'intervista a La Gazzetta dello Sport: "All'inizio però non fu facile sopportare il freddo, ricordo delle sere di gelo… Volevo scappare". Nel suo racconto spiega come fu Calori a farlo svoltare prima del match contro la Fiorentina nel '96: "Mi appese al muro e mi disse che se non facevo doppietta mi avrebbe preso a calci in c**o. Così segnai due reti".
E pensare che avrebbe potuto giocare per la Juventus, poi Henry disse di no allo scambio e restò in Friuli, ma Ancelotti lo voleva portare a Torino. Con lui si ritrovò al Milan: "Galliani mi disse che avrei fatto la quarta punta, accettai con entusiasmo. Mi spiace solo non essere stato considerato per la rosa dell'anno dopo, mandai io il club in Champions League, poi loro la vinsero".
Immancabili due battute pure sull'attualità, ma il calcio non è più quello di un tempo e anche a lui piace di meno: "Oggi potrei segnare 30 gol con la squadra giusta alle spalle. Le difese ai miei tempi erano più forti". E quando gli viene chiesto se c'è un brasiliano che lo ricorda, lui risponde così: "Neymar punta l'uomo come me, ma io ero più punta di lui".











