Fabregas: "Devo gestire meglio il post-gara, rosico. Risultatisti o giochisti? È ridicolo"
Cesc Fabregas è colui che mette a confronto un po' risultatisti e giochisti? La sua risposta dell'allenatore del Como ai microfoni di DAZN è chiara: "Non sono nessuno per farlo. La parola che uso di più è vincere, sennò non avrei fatto questa strada nel calcio. È vero però che costruire per vincere in questo modo nel futuro è importante. Il risultato è fondamentale, il percorso è molto importante, il come farlo è lo stesso. Mi sembra ridicolo a volte quello che si è creato tra risultatisti e giochisti perché è ovvio che voglio vincere, ma pure costruire una cosa bella".
Cosa non cambierà mai?
"Tra 10 anni farò allenamenti molto diversi, ma la mia persona non cambierà mai, il mio modo di confrontarmi. Se mi i*****o lo faccio con il cuore, mi rapporto come figli. Ho abbracciato Nico Paz dopo il rigore con l'Atalanta con passione e naturalezza. Se non sento questo, sono finito. L'ego ti fa diventare pazzo, io devo imparare molto a gestire il post-partita, rosico. So cosa ho preparato, gli altri no".











