Tre motivi per cui alla Juventus non conviene ripartire da Antonio Conte
TMWAll'indomani della pesante sconfitta interna contro la Lazio la Juventus riflette su sé stessa. Al 19 ottobre la squadra bianconera naviga a metà classifica, è già a meno otto dalla vetta e in tanti chiedono il ritorno di Antonio Conte al posto di Luciano Spalletti. Dovesse concretizzarsi questo scenario, sarebbe la seconda avventura del manager leccese alla guida della Juventus a oltre quindici anni di distanza dall'inizio della prima. Sarebbe soprattutto un Conte molto diverso rispetto a quello di allora. Ecco tre motivi per cui oggi ripartire da lui non sarebbe la scelta migliore per la Juventus.
Verrebbe sconfessato il terzo progetto in tre anni
Chiamarlo a stagione in corsa sarebbe un'incognita, per giunta molto costosa. L'unica volta in cui è subentrato fu al Tottenham, 28 partite di Premier alla guida degli spurs per poi chiudere il campionato al quarto posto. Ha più volte dichiarato di costruire i suoi successi già in estate, ha sempre voluto costruire le sue squadre partendo dalle fondamenta tra nuovi acquisti e preparazione. Oggi si ritroverebbe in mano una Juventus che, almeno fino alla prossima estate, non potrà rivoluzionare a suo piacimento. E la Juventus si ritroverebbe con il terzo progetto sconfessato nel giro di tre anni: difficile tornare a vincere senza un briciolo di continuità.
Frase sul ristorante ancora d'attualità
Antonio Conte è oggi un personaggio divisivo nel mondo Juve. Quello che arrivò per la prima volta a sedersi sulla panchina bianconera era un simbolo di juventinità, quello di oggi è un allenatore che ha accettato la guida di due acerrime rivali come Inter e Napoli. Che nell'estate 2025 preferì restare alle falde del Vesuvio piuttosto che tornare a Torino.
E poi oggi la Juventus non è un club che può spendere e spandere, è una società che deve fare massima attenzione ai conti e non potrà assecondarlo nella sua costosa rifondazione estiva. Il manager pugliese rischierebbe di ritrovarsi nello stesso vicolo cielo di dodici anni fa. Ricordate? Era il quando il 5 maggio 2014 quando Conte lamentò la poca capacità di spesa della sua società con la famosa frase: "Non puoi sederti in un ristorante da 100 euro con 10 euro in tasca". Frase che fece da preludio al suo passo indietro qualche settimana più tardi. Cos'è cambiato oggi da allora?
Il pericoloso precedente Allegri
Antonio Conte fino a questo momento non è mai tornato in un club in cui ha già allenato. Sarebbe un incognita, si ritroverebbe in una società profondamente diversa rispetto a quella che aveva lasciato. Tornare a vincere dove già si è vinto è sempre più complicato: per Trapattoni e Allegri la seconda avventura alla guida dei bianconeri fu molto diversa dalla prima. Decisamente più avara di successi. Ci riuscì Marcello Lippi, ma quella era anche un'altra Juventus. Una squadra molto più forte rispetto a quella di oggi.
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