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Napoli-Chelsea 2-3, le pagelle: Conte, più di così non si può. Vergara da favola, Joao Pedro MVP

Napoli-Chelsea 2-3, le pagelle: Conte, più di così non si può. Vergara da favola, Joao Pedro MVPTUTTO mercato WEB
© foto di www.imagephotoagency.it
ieri alle 23:06Serie A
Pierpaolo Matrone

Risultato finale: Napoli-Chelsea 2-3

NAPOLI (A cura di Pierpaolo Matrone)
Meret 6 - Sfiora la palla sul rigore, poi non ha colpe sugli altri due gol subiti. Per il resto subisce poco ed è chiamato più nelle uscite.

Di Lorenzo 6 - Uno di quelli che non si è mai fermato. E ancora riesce a tenere un buon ritmo e un ottimo livello, a denti stretti, anche quando ha un fastidio muscolare nel finale.

Juan Jesus 5 - Dopo l'errore imperdonabile contro la Juventus, si mette un altro gol subito sulla coscienza, causando ingenuamente il calcio di rigore con un fallo di mani evitabile. Forse può fare di più anche sul (gran bel) gol di Joao Pedro. Dal 68' Gutierrez 5,5 - Più fresco degli altri, sulla carta, ma solo sulla carta. non convince la sua mezzora.

Buongiorno 6,5 - Morde le caviglie degli avversari, domina sulle palle alte e se la cava anche quando il Chelsea muove il pallone veloce. Sempre ben applicato.

Spinazzola 6 - Adattato a destra perde inevitabilmente qualcosina in termini di pericolosità offensiva, ma interpreta il ruolo con grande diligenza. Dall'82' Beukema s.v.

Lobotka 5,5 - Quand'è disponibile, gioca sempre. E comincia ora comincia a vedersi. Meno lucido del solito nello schermare le linee di passaggio avversarie.

McTominay 6 - Tocca tanti palloni in costruzione e, come al solito, è quello che percorre più chilometri.

Olivera 6 - Si fa sverniciare un paio di volte da Pedro Neto ed Estevao. Non arriverebbe alla sufficienza se non fosse per l'assist per il gol di Hojlund.

Vergara 7,5 - Neanche nelle favole più belle. Il primo gol con il Napoli e in Champions League arriva nella notte più importante della stagione ed è di una bellezza superlativa. Ed è superlativa tutta la prestazione, in tutte le fasi, in tutte le giocate. Il migliore, per distacco.

Elmas 5,5 - Corre tanto, si dà da fare, ma da un trequartista ci si aspetta qualche guizzo in più, come ha fatto capire anche ieri Conte in conferenza stampa. Dall'82' Lukaku s.v.

Hojlund 7 - Tallonato da Fofana prima e Chalobah poi, regala un'altra prova di grande sacrificio. Corre su ogni pallone, si spende nel pressing e ritrova un gol che in Champions League mancava da settembre.

Antonio Conte 6 - Qui si giudica la partita e c'è poco da criticare: con 14 giocatori a disposizione il Napoli fa davvero il massimo. Così giustifichiamo la sufficienza. Sono altre le partite in cui ha perso la qualificazione.

CHELSEA (A cura di Marco Pieracci)
Sanchez 6,5 - Un paio di brividi in avvio, viene messo in difficoltà con dei retropassaggi spericolati. Efficace nelle respinte, dice di no a Lukaku nel finale.

Gusto 5,5 - Limita al minimo indispensabile le sortite offensive, le volte in cui supera la metà campo si contano sulle dita di una mano. Olivera lo schiaccia dietro prendendo l’iniziativa. Dal 59’ Chalobah 6,5 - Provvidenziale in alcune chiusure, restituisce solidità al reparto.

James 6 - Per l’occasione difensore centrale, di fatto è il vero play dei Blues. Calcia la punizione che genera il rigore del vantaggio, ma quando il Napoli cambia marcia sono dolori.

Fofana 5 - Accetta il rischio di sfidare Hojlund, ma paga l’azzardo. Responsabilità evidenti su entrambe le reti: disorientato dalla magia di Vergara, arriva in ritardo sul 2-1.

Cucurella 5,5 - Disattento in fase di copertura, Di Lorenzo sfonda con facilità da quella parte. Totalmente assente nella proposta offensiva. Irriconoscibile, se non fosse per la chioma.

Andrey Santos 5,5 - Precipitoso nella gestione del pallone, col suo rilancio avventato avvia la rimonta azzurra. Perde la maggior parte dei duelli col tandem Lobotka-McTominay. Dal 59’ Gittens 6 - Mezz'ora scarsa, aggiunge intensità. Fuori per motivi tattici. Dal 90' Badiashile sv

Caicedo 6 - Simbolo di una squadra in affanno che non gira come dovrebbe, in mediana domina la confusione: arranca invece di dettare legge, chiude in crescendo strappando la sufficienza.

Estevao 6 - Pericolo pubblico numero uno, almeno così era annunciato: potenzialità immense, espresse solo in parte. Rosenior gli cambia ruolo tre volte, avvia l’azione del pareggio. Dal 74’ Garnacho 6 - Cameo al Maradona, senza farsi notare nello stadio che poteva diventare suo.

Fernandez 6,5 - Trequartista di lotta e di governo, meglio quando viene riportato al fianco di Caicedo: trova linee di gioco pulite. Impeccabile dal dischetto.

Pedro Neto 5,5 - Lunghe pause, vive di fiammate improvvise: un sussulto come unico segno tangibile della sua presenza. In assenza di spazi diventa un lusso e infatti resta negli spogliatoi. Dal 46’ Palmer 7 - Non al top, ma pure così sa rendersi utile: offre due assist a Joao Pedro.

Joao Pedro 8 - Attaccante che fa giocare bene la squadra: nasconde il pallone agli avversari, si inventa un gol pazzesco. Poi concede il bis in contropiede. La vince praticamente da solo.

Liam Rosenior 6,5 - La strada verso gli ottavi si mette in discesa, sfrutta l’episodio favorevole ma il calo mentale dopo averla sbloccata è inspiegabile e lo costringe a inseguire. Ridisegna la squadra in maniera più logica, ne viene a capo con la qualità dei cambi dopo essersi complicato la vita.

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