Scamacca, doppia cifra e mille prospettive di una stagione particolare con l'Atalanta
Mille prospettive fanno un solo grande equilibrio con pro e contro. Su Gianluca Scamacca la situazione in casa Atalanta è paragonabile a quella del classico studente che "se vuole, può diventare il migliore della classe": un’insalata mista di altalene, dati oggettivi, prestazioni e in tutto questo anche una doppia cifra raggiunta.
Dopo l’anno sabbatico, Scamacca in questa stagione era chiamato a essere il trascinatore offensivo considerando anche la cessione di Retegui. Le difficoltà iniziali sono state molte: dall’infiammazione al ginocchio alla gestione Juric. Arriva Palladino e l’intenzione è ripetere lo stesso modus operandi fatto con Kean: fiducia, impegno ed entusiasmo. Il numero 9 vive un grandissimo inverno siglando 6 gol e 3 assist ritrovandosi completamente.
Tuttavia nel girone di ritorno è tornata l’altalena di prestazioni che però non riguarda i numeri: segna contro Borussia, Parma, Bilbao, Juventus, Udinese, Cagliari e diventa la quinta punta italiana più prolifica a Bergamo. La questione è un’altra, bensì l’impronta partita e lo spirito combattivo che tra marzo e aprile ha visto Gianluca poco consone all’intensità richiesta dall’Atalanta, in una serie di prestazioni che non solo sono risultate opache (da citare anche il rigore sbagliato contro la Lazio), ma che hanno ribaltato anche le gerarchie: basta pensare a Krstovic che, seppur non abbia la tecnica di Scamacca, tendeva a renderla la caratteristica principale (persino la testa), arrivando anche lui in doppia cifra.
Gianluca sembra essere tornato ai primi mesi a Bergamo: bravissimo finalizzatore, meno come costruttore. Non a caso Gasperini premeva molto sull’intensità per motivarlo senza che lui mollasse il colpo: un modus operandi che lo ha portato a fare un ritorno strepitoso, con tanto di doppietta a Liverpool. Pure lo stesso Palladino ha rimarcato ciò: senza sacrificio la tecnica rimane fine a se stessa, e se Scamacca è determinato diventa un grandissimo centravanti.
Non si sta parlando di un disastro, ma che si potesse fare di più sotto il profilo della continuità è un dato di fatto. Scamacca ora è a - 2 per battere il suo record in campionato con la Dea. Nel mezzo però bisognerà in questo rush finale dare un'impronta maggiore in termini d'intensità, anche perché dubbi sul suo talento non ce ne sono, soprattutto per chi è stato parte integrante della conquista dell’Europa League.










