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Serginho: "Un incubo gli inizi con Zaccheroni. Quando Berlusconi mi insegnò l'anticipo"

Andrea Piras
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Andrea Piras
sabato 8 novembre 2025, 09:45Serie A
08.11.2025 09:45Serie A
FotoTUTTOmercatoWEB

Nel corso dell'intervista concessa all'edizione odierna della Gazzetta dello Sport, l'ex rossonero Serginho ha raccontato la sua avventura al Milan partendo dagli inizi con Zaccheroni: "Un incubo! Passavamo almeno mezz’ora a fare sedute di tattica. Io mi chiedevo 'ma quando lo usiamo il pallone?' Allenamenti in cui facevamo 11-0, cose per me inconcepibili. Ero triste, soffrivo il freddo e volevo andare via".

Con Cesare Maldini invece le cose cambiarono: "Devo ringraziare lui e Ancelotti. Maldini mi ha salvato la carriera: mi diceva di pensare solo ad attaccare, con lui vincemmo 6-0 il derby. Io ero sempre il migliore in campo. Poi è arrivato Carlo e la musica è cambiata definitivamente. Eravamo una squadra incredibile, la più forte del mondo in quegli anni".

Chiosa su alcuni aneddoti legati al presidente Silvio Berlusconi: "otrei scrivere un libro. Era inimitabile, unico. Veniva spesso in spogliatoio, dando consigli di tattica e dicendo di dare spettacolo. Capitava anche che pranzasse con noi a Milanello. Le racconto questa: un giorno mi prese da parte per insegnarmi a difendere. 'Ti spiego io come fare, devi giocare d’anticipo', mi disse. E si mise in campo con una guardia del corpo e un paio di sagome a farmi vedere i movimenti".

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