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Esclusiva TMW

Yerry Mina provoca, la Juve protesta. Interviene l'ex compagno Aresti: "Chi lo critica lo soffre"

Esclusiva TMW
Giacomo Iacobellis
autore
Giacomo Iacobellis
Oggi alle 09:08Serie A
12.10.2026 09:08Serie A
L'ex portiere del Cagliari, che ha condiviso lo spogliatoio con il colombiano, prende posizione a TMW sulle polemiche legate al suo modo di marcare.
FotoTUTTOmercatoWEB
© foto di Luca di Leonardo

C'è chi vede in Yerry Mina un provocatore, chi un difensore capace di spingersi al limite e chi, invece, l'ultimo baluardo di un calcio in cui la marcatura era anche una questione di carattere e personalità. In quest'ultima categoria troviamo Simone Aresti, ex portiere tra le tante del Cagliari, che ha condiviso lo spogliatoio rossoblù con il colombiano nella stagione 2023-24. Nell'intervista esclusiva rilasciata a TuttoMercatoWeb.com all'indomani delle polemiche di Spalletti in Cagliari-Juve 1-1, l'ex compagno ha preso posizione senza esitazioni, difendendo il 32enne dalle critiche e raccontando anche il suo lato meno conosciuto.

Yerry Mina, il difensore vecchio stampo: a TMW parla Aresti

Che idea si è fatto di Yerry Mina, spesso al centro delle polemiche per il suo modo di marcare gli avversari?
"Secondo me, Yerry Mina è l'ultimo sopravvissuto dei veri difensori. Oggi ci si scandalizza, ma i più grandi difensori italiani non hanno mai giocato col fioretto. Quello che adesso viene considerato uno scandalo, un tempo era la normalità e, anzi, era la prima qualità che si cercava in un difensore".

Per lei, dunque, i suoi comportamenti non oltrepassano il limite?
"Ho conosciuto bene Yerry e i suoi atteggiamenti non vanno mai oltre le righe. Lo dimostra il fatto che non sia mai stato espulso. Sa dove può arrivare e si carica vedendo gli avversari che si innervosiscono".

Molti attaccanti, però, hanno contestato le sue provocazioni. Come si spiega queste critiche?
"Chi lo critica lo soffre, perché sa che non ha in squadra un difensore con la sua personalità, in grado di terrorizzare e annullare gli attaccanti".

Quello che si vede in campo restituisce l'immagine completa del colombiano?
"Assolutamente no. Fuori dal campo è una persona sempre positiva e di una bontà unica. Un vero leader a 360 gradi".

Spostando l'attenzione sulla squadra rossoblù, quali sono gli aspetti che la convincono maggiormente?
"Al di là dei risultati, si vede chiaramente una squadra con un'identità precisa, che sa perfettamente quando deve giocare di fino e quando deve usare l'elmetto e difendersi a spada tratta".

È lecito, quindi, non porre limiti alla formazione di mister Pisacane in questa stagione?
"Per me non è un fuoco di paglia, ma è già una squadra matura che può fare un campionato importante".

E il 40enne Simone Aresti cosa fa oggi dopo il ritiro del 2024?
"Dopo aver chiuso la carriera da professionista, ho scelto di mettere la mia esperienza al servizio delle nuove generazioni. È nata così la mia Aresti GK Academy, una scuola dedicata alla formazione dei portieri in Sardegna, che unisce tecnica, lettura del gioco e preparazione mentale. L'attività si sviluppa tra Selargius, Quartu Sant'Elena e Assemini, con percorsi individuali e di gruppo calibrati sull'età e sul livello dei ragazzi".

© Riproduzione riservata

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