Scontri in Padova-Catania: rischio porte chiuse per il ritorno. Già cinque gli arrestati
Nell’intervallo della finale d’andata di Coppa Italia Serie C sono andati in scena dei tafferugli fra i tifosi del Catania, che sono riusciti ad aprire un cancello e dirigersi verso il settore opposto, e quelli del Padova con l’intervento della polizia a riportare l’ordine all’Euganeo. Un episodio condannato da tutte le parti in causa e che rischia di far giocare la gara di ritorno a porte chiuse.
Un’eventualità che il presidente dei patavini Francesco Peghin spera di poter evitare: “La giustizia sportiva? Mi auguro si possa assistere allo spettacolo e che non si giochi a porte chiuse. Sugli spalti prima c'era un bel clima".
Sono cinque al momento gli arrestati, tutti nelle fila etnee, con l'accusa di resistenza aggravata (e a loro carico pendono altre accuse come associazione mafiosa, rapina, stupefacenti, reati da stadio, reati contro la persona e contro il patrimonio, e anche di provvedimenti di DASPO).
Il questore di Padova Marco Odorisio ha fatto il punto della situazione spiegando che tutto è nato da un cancello che non era stato chiuso adeguatamente: “Un tifoso ha scavalcato il cancello ed ha aperto il cancello permettendo a una sessantina di ultras di invadere il campo. Non c’è stato nessuno sfondamento. I cancelli dovrebbero essere chiusi a chiave e controllati dagli steward, cosa che non è avvenuta”.






