Paci: "Sarebbe bello proseguire il percorso alla guida del Barletta. Ambiente straordinario"
Nel corso della diretta mattutina di A Tutta C, il format di TMW Radio interamente dedicato al mondo della Serie C, è intervenuto il tecnico del Barletta Massimo Paci, che solo domenica, con i biancorossi ha festeggiato il ritorno in Serie C del club. Tante emozioni, quelle del weekend, ma anche tanto lavoro fatto, considerando che nelle 13 gare della sua gestione sono arrivate 12 vittorie: "Siamo contenti, abbiamo fatto un bel percorso, difficile, perché comunque il Girone H è molto complicato e ci sono tanti campi ostici, ma siamo stati bravi. Adesso affrontiamo questo ritorno tra i professionisti, perché la piazza di Barletta e il popolo di Barletta rappresentano una delle piazze più calde d'Italia, che non merita la D".
A livello personale quanto è stato importante per lei aver centrato questo obiettivo? Perché le ultime stagioni l'avevano vista a volte troppo penalizzato rispetto a quello che lei ha poi dimostrato di saper fare.
"Ho fatto delle scelte che purtroppo si sono rivelate sbagliate, perché comunque in ogni situazione in cui mi sono trovato, come Pro Sesto e Lumezzane, le condizioni erano veramente difficili. Ho trovato contesti di lavoro complicati e ho avuto poco tempo per metterci le mani, ma il lavoro dell'allenatore è anche questo: a volte si fanno le scelte giuste, a volte quelle sbagliate, è anche un po' una questione di fortuna. Quest'anno mi sono arrivate diverse chiamate che ho rifiutato grazie a quell'esperienza, poi è arrivato il Barletta: ho parlato con il Presidente, persona estremamente seria e competente, e mi sono trovato subito bene. Quando sono arrivato in Puglia ho capito il potenziale della squadra e, a dirla tutta, quando un allenatore ha una squadra forte è tutto più facile. Non è che prima avessi idee sbagliate, è che ho lavorato in ambienti in cui non era facile operare, tutto qua. Quando lavori nell'ambiente giusto, se fai le cose per bene, il valore viene fuori".
È che in Italia si ha il malcostume di parlare di progetti ma si ha la pazienza di portarli avanti.
"Sì, si parla di progetti ma in Italia bisogna vincere: questo è quello che conta. Non c'è altro rimedio o altra soluzione, perché poi sono tutti bravi a parlare, ma quando ti trovi sul campo e perdi due partite i tifosi iniziano a lamentarsi e la prima cosa che si fa è mandare via l'allenatore. Credo che sia un grande problema nel calcio italiano moderno, però è questa la cultura che si è instaurata, noi allenatori dobbiamo prendere ciò che viene e cercare di farvi fronte. Siamo consapevoli che la vittoria è l'unica cosa che conta e il nostro lavoro è tutto incentrato nel capire come dare ai ragazzi gli strumenti per vincere il prima possibile".
Torniamo al Barletta. Non solo il termine della stagione, ma anche la Poule Scudetto: arrivare in Serie C con lo scudetto sul petto è una cosa che può far piacere.
"Sicuramente faremo il massimo, abbiamo già parlato con la società e cercheremo di dare il meglio. Penso che quando si arriva in C cambia tutto, lo Scudetto poi avrà valore relativo, specie in un Girone complesso come il C, ma onoreremo il post season, sperando che i ragazzi riescano a mantenere una motivazione alta. ma non ho dubbi in merito. La squadra è onestamente buona e l'ambiente è incredibile: domenica ci saranno 9.000 persone allo stadio. Nei momenti difficili il nostro pubblico ci ha dato oggettivamente una grande mano a superare gli ostacoli, e continueranno a farlo".
Nei giorni scorsi abbiamo avuto ospite il Ds De Santis. Ha detto che ci sono tutte le premesse per poter continuare con lei anche l'avventura in Serie C...
"Sono contento. Sono affezionato a questa squadra, a questa società e a questo popolo, quindi sarei felice di rimanere: nei prossimi giorni, quando finirà il campionato, ci incontreremo con il presidente e cercheremo le soluzioni migliori per continuare insieme, per cercare di accordarci per il futuro. Credo che da entrambe le parti ci sia la volontà di continuare questo percorso che finora è stato bello e intenso".











