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...con Giuseppe Bellusci

...con Giuseppe BellusciTUTTO mercato WEB
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Alessio Alaimo
Oggi alle 00:55A tu per tu
Alessio Alaimo

Il mondo del calcio dice addio a Nicola Salerno. Il direttore sportivo, ex tra le altre di Catania, Messina, Leeds, Palermo e Watford, è deceduto dopo una lunga malattia "Con Nicola si era istaurato un rapporto molto importante sul piano umano. Se n'è andata una persona a me molto cara, da Catania mi ha portato anche al Leeds e al Palermo. C'era un rapporto quotidiano", ricorda a TuttoMercatoWeb.com l'ex difensore Giuseppe Bellusci, uno dei figli calcistici di Nicola Salerno.

Il primo ricordo che le viene in mente?
"Le lunghe passeggiate, i caffè. A Leeds abitavamo vicino, ci svegliavamo la mattina e facevamo una passeggiata lunga in centro e poi bevevamo tantissimi caffè".

Un signore del calcio, mai sopra le righe. Nicola Salerno era uomo d'altri tempi.
"Il rapporto umano era più vero, importante, di quello lavorativo. Per me era quasi un padre. È stato un grandissimo direttore sportivo, ma era un grandissimo uomo. Una persona calma, diplomatica, umile. Per me è stato molto importante".

E lei invece? Oggi cosa fa?
"Sono tornato a casa, avevo la necessità di sentirmi avvolto nella città dove sono cresciuto e che mi mancava dopo aver girato tanto. Ho seguito il mio cuore, sto meglio. Gioco in promozione, mi diverto con i ragazzi. Ormai la mia carriera l'ho fatta, oggi cerco di trasferire qualche insegnamento che posso dare con la mia esperienza".

Nelle scorse settimane aveva parlato di problemi economici...
"Sto vivendo un momento difficile a livello economico, ma non ho dato la colpa al sistema se vivo alla giornata. Il sistema mi ha permesso di fare bella vita per quasi vent'anni. Forse potevo fare qualcosa in più, per come sono fatto forse il sistema di cui parlavo mi ha un po' ridotto la carriera. Ma i problemi di oggi non sono certo colpa del sistema calcio. Anzi, mi assumo le responsabilità. E sto cercando di risalire da questa situazione".

Cosa si rimprovera?
"Il non essere stato bravo e lungimirante a garantirmi un futuro tranquillo e roseo avendo avuto le possibilità economiche. Avrei potuto vivere una vita tranquilla e invece non sono stato bravo a garantirmi un futuro".

E nel futuro cosa c'è?
"Il mio sogno è quello di diventare allenatore. Ho bisogno del campo, che mi dà forza, luce, adrenalina. Mi auguro di riuscire ad intraprendere una nuova vita da allenatore".

Il suo modello?
"Umanamente e calcisticamente dico Marco Giampaolo. Ma il calcio è cambiato tanto, quella metodologia di Marco tanti anni fa aveva i suoi benefici e oggi qualcosa si deve rivedere, modificare".

Chiudiamo come abbiamo cominciato: Nicola Salerno. Difficile, oggi, trovare un dirigente coi suoi modi di fare...
"A livello umano, empatico e di sensibilità credo che Nicola Salerno sia difficilmente replicabile. Ho avuto tanti generali: urla, punizioni, multe. Strumenti che Nicola non ha mai usato e la sua chiave mi piaceva di più. Puntava sull'uomo e si fidava dell'essere umano piuttosto che far prevalere il ruolo".

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