Reggiana, Fracchiolla: "Via chi non voleva restare. Ora siamo più esperti e compatti"
Lunga conferenza stampa del direttore sportivo della Reggiana Domenico Fracchiolla che ha fatto il punto dopo la chiusura del mercato spiegando molte scelte effettuate in quest’ultimo mese: “Mi erano state date delle linee guida precise, ma non delle cifre, e non bisogna fare paragoni con gli anni passati. La Reggiana guarda al futuro con sostenibilità perché salvarsi indebitandosi non ha senso. Quello che abbiamo recuperato dalle varie cessioni è stato investito e questo fa capire perché siano arrivati più giocatori di quanti non siano andati via”.
Spazio poi all’addio del giovane Motta ceduto alla Lazio: “Si tratta di una vittoria mutilata, fra virgolette, perché a luglio avremmo potuto cederlo a cifre più alte, ma non abbiamo guardato solo al lato economico. Per una serie di motivi era il momento di farlo andare e portare un giocatore di maggiore esperienza fra i pali, reinvestendo quella somma che abbiamo ricavato dalla plusvalenza. - prosegue Fracchiolla come si legge su Tuttoreggiana.com - Chi era distratto, chi non aveva voglia di indossare questa maglia e chi ha chiesto di non giocare all’allenatore durante il mercato è partito, altri invece, nonostante le offerte, sono stati encomiabili e parlo in particolare di Gondo, Novakovich e Mendicino che sono stati cercati da tutti fino a ieri sera, ma nessuno di loro ci ha chiesto di partire. Secondo me il mercato ha compattato il gruppo, chi è rimasto nonostante le tante offerte ha dimostrato di avere un senso di appartenenza incredibile e con chi è andato via siamo stati molto chiari e precisi”
Spazio poi all’addio di Magnani e gli altri: “Sulla sua uscita posso dolo dire che siamo felici del suo ritorno a Palermo poiché ha risolto le sue dinamiche personali; essendo un ragazzo del territorio, siamo stati contenti di aiutarlo. - prosegue Fracchiolla – Su Tavsan e Marras abbiamo preso una linea coerente, mentre per Motta invece era una dinamica che iniziava già da dicembre. Per quanto riguarda i vari Basili, Stulac, Urso e Saro, non hanno mai visto il campo e quindi non sono state uscite complicate. Sono arrivati subito Belardinelli e Bozhanaj, sul portiere eravamo sereni con Seculin, ma la scelta di Micai è determinante e alzerà il livello dell’esperienza in difesa. Penso che abbiamo più opzioni ora”.
Fracchiolla poi si sofferma sul reparto offensivo: “Se Novakovich ce lo richiedono tutti vuol dire che qualcosa di buono lo avrà, in questo momento ha un minutaggio minore perché il mister gli preferisce Gondo e non è facile incidere quando si gioca poco, ma si tratta di una bella coppia di attaccanti molto affiatata. Maric? Aveva un senso quella voce perché cercavamo un attaccante in più da affiancare ai nostri, era un’opportunità, ma abbiamo cambiato obiettivo valutando l’incidenza economica. Se fosse arrivato lui non avremmo preso Fumagalli. - prosegue ancora il ds guardando al futuro – Con Reinhart abbiamo già parlato del rinnovo durante questo mercato. A prescindere da quella che è l’opzione sia per Gondo che per Reinhart, nei prossimi mesi abbiamo già degli accordi con gli agenti per sistemare le loro dinamiche prima di farle scattare. Portanova ha un contratto più lungo con un’opzione per un anno ulteriore così come Girma che ha ancora due anni. L’unico in scadenza è Rozzio, ma è un’istituzione che avrà il rinnovo automatico finché ci saremo noi”.
Infine spazio al tecnico Dionigi: “Con lui abbiamo condiviso tutto anche se non ci aspettavamo che determinati giocatori venissero a dirci che avevano fatto altre scelte. Se ho ricevuto telefonate da altri allenatori? Questo è un mondo dove si parla tanto, ma noi non abbiamo parlato con nessuno. Il nostro obiettivo era trovare soluzioni, non scuse. - conclude Fracchiolla – Per salvarci ora dobbiamo azzerare gli alibi e togliere l’aria di negatività che ci circonda. Se ci crede il Pescara, dobbiamo crederci noi. L’anno scorso la Reggiana ci ha creduto in una situazione più difficile di questa”.











