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1 aprile 2001: Pirlo imbuca, Baggio scherza van der Sar con il controllo. Un capolavoro d'arte moderna

1 aprile 2001: Pirlo imbuca, Baggio scherza van der Sar con il controllo. Un capolavoro d'arte modernaTUTTO mercato WEB
© foto di Federico De Luca
sabato 1 aprile 2023, 05:00Accadde Oggi...
di Andrea Losapio

Se uno dovesse scegliere il supporto, probabilmente, sarebbe indeciso fra videocassetta e cd-rom. Tanto i dvd erano ancora poco sviluppati, mentre lo streaming esisteva solamente in un futuro lontano. Ma vedendo chi lanciava quel pallone e chi lo addomesticava, l'idea era già abbastanza chiara di come andasse a finire. Andrea Pirlo di anni ne aveva ventuno, era appena tornato dopo anni di Inter - non bene - e uno di Reggina, clamoroso, ma prende il pallone nella propria trequarti campo, arriva esattamente alla metà e suggerisce verso il taglio di Roberto Baggio, Divin Codino maltrattato dalle big - Juventus, Milan e Inter - e soprattutto da Ancelotti.

C'è un ricordo chiaro, in un'estate di fine anni novanta. Calisto Tanzi è a un passo dal prendere Roby Baggio per alternarlo a Chiesa, ma Carlo Ancelotti non lo vuole. Così finisce al Bologna, il Parma non vince il campionato - non ci va nemmeno vicino, a dir la verità - e Carletto da Reggiolo viene sostituito da Malesani nella stagione successiva. Ancelotti, quel primo aprile da videocassetta, allenava la Juventus, in piena corsa Scudetto, contro il Brescia del redivivo Baggio. Probabilmente se ne sarà ricordato, perché se il pallone di Pirlo è con il contagiri, lo stop di Baggio è qualcosa di non più visto sul campo da gioco: occhi dietro la schiena, sia per il pallone che per il portiere, controllo orientato a saltare van der Sar - che è lungo quasi 2 metri, quindi difficilissimo da evitare - e palla in rete.

Un gol ai limiti della fantascienza, un "pesce d'aprile" come riportato dallo striscione dei tifosi bresciani in tribuna. Forse l'apogeo della bellezza perché segnato in "tarda età" e poi non più rivisto. Mazzone lo rivide così: "Io mi ricordo un gol fatto alla Juventus che è costato loro uno Scudetto. Un lancio lunghissimo e lui, con palla in entrata dietro le spalle, fa un controllo morbido, a seguire. Il portiere esce, finta, controfinta, lo mette con il culo per terra e poi segna. Con una naturalezza, una facilità estrema". Ventidue anni fa.

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